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APRA #3: completato il primo ciclo di audizioni regionali sull’acqua in Veneto

 

L’attività del Comitato Acqua e Beni Comuni di Verona negli ultimi mesi è stata concentrata nella preparazione della prima esperienza in Europa di dialogo tra società civile e organismo politico.

Le Audizioni Pubbliche Regionali sull’Acqua (APRA) del Consiglio Regionale del Veneto hanno permesso di portare a conoscenza degli amministratori pubblici (sindaci, consorzi di bacino, enti gestori, consiglieri regionali) il quadro europea che si sta delineando sul tema Acqua, le esperienze e i pericoli di azioni come il progetto BluePrint, pericolosa lobby di poteri economici che sta tentando di condizionare la politica dell’acqua in Europa per il prossimo decennio.

Luca Cecchi, insieme a Ricardo Petrella e al Monastero per il Bene Comune di Sezano, ha lavorato con passione all’organizzazione delle APRA e ha prodotto tanta documentazione e informazione: invitiamo a leggere la sua relazione sulla terza e ultima audizione che si è tenuta a Verona lo scorso 14 ottobre 2013.

Tutto il materiale prodotto nelle 3 audizioni è disponibile sul sito della Regione Veneto.

L’auspicio di tutti è che l’esperienza delle audizioni pubbliche si possa ripetere anche nel 2014.

Riportiamo l’articolo di VeronaGreen.it sulla terza audizione:

Martedì, 12 Novembre 2013 01:05

Acqua, sulla audizione pubblica a Verona

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Acqua, sulla audizione pubblica a Verona

Un’esperienza nata dal basso, di ascolto di proposte, che ha permesso la discussione su un tema fondamentale come quello dell’acqua. Si tratta delle Audizioni Pubbliche Regionali APRA, il cui terzo incontro si è svolto a Verona il 14 ottobre scorso. Vi presentiamo il Report con le conclusioni scritte, pubblicato da pochi giorni.

“Si tratta dell’unica esperienza in Europa di audizione pubbliche di un organo politico (Regione Veneto) organizzate dalla società civile (l’associazione Monastero del Bene Comune)”, ha spiegato Carlo Reggiani del Comitato Acqua Bene Comune di Verona.

“Sono un primo concreto segnale di cosa voglia dire fare partecipazione attiva da parte dei cittadini. Nella speranza che la politica impari presto a confrontarsi a viso aperto e con trasparenza sui problemi che riguardano i beni comuni”, ha sottolineato Reggiani.

In collaborazione anche con l’Unione Veneta Bonifiche, si è trattato il tema dell’acqua sotto tutti i suoi aspetti e i diversi utilizzi (servizio idrico , agricoltura,energia, usi del suolo, qualità delle acque ,delle falde,ecc.) Partendo dall’analisi delle politiche europee attraverso l’analisi del ” Water Blueprint” e delle sue conseguenze sulle politiche nazionali, regionali e locali,per arrivare alle proposte che la Regione Veneto potrebbe costruire per un’ “Agenda Veneta per il governo delle acque “.

Ha aperto i lavori il vicepresidente del Consiglio Regionale Veneto Franco Bonfante che ha elogiato il percorso delle Audizioni come un’esperienza nata dal basso e di partecipazione come elemento basilare della convivenza e della democrazia.

La relazione centrale di Carlo Petrella, dal titolo “Acqua e Veneto, una Regione che cambia. Alla ricerca di nuove prospettive per il governo delle acque”, si è soffermata sulle cause del degrado delle acque in Veneto: dall’ipersfruttamento delle acque (fiumi e falde), al consumo insostenibile del territorio.

Petrella ha sottolineato la necessità di regole chiare, non precarie, nel settore dell’acqua. A differenza di quanto accaduto con il referendum del 2011 che, affermano i comitati, non è stato rispettato. “Questo è un fatto molto grave perché si è preferito sostenere la settorialità dei portatori d’interesse alla politica di programmazione, compito che una classe dirigente politica eletta ha il dovere di fare”, ha sottolineato Petrella.

Il dissesto idrogeologico del territorio è una delle principali criticità della politica dell’acqua nostrana. È necessario chiedere lo “stop alla cementificazione” – si è ribadito in questa come nelle precedenti audizioni – e alle grandi opere che sfruttano il territorio a solo beneficio dei grandi gruppi commerciali e finanziari.

“L’acqua è vita, è territorio, è agricoltura, è salute, è energia. Tutte queste dimensioni sono vissute direttamente a livello delle comunità locali. Quale politica quindi per un divenire pensato e voluto?”, ha concluso Petrella.

In allegato il Report dell’audizione, il Dossier Strategico 3 (DOS3 ) e il Dossier d’informazione e di documentazione (DID 3).
Sul sito APRA Regione Veneto si possono trovare i documenti, gli interventi e i dossier strategici delle 2 precedenti audizioni.

ICE per l’acqua diritto umano in Europa: raccolta firme

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Siamo agli ultimi giorni utili per raggiungere il milioni di firme necessarie per presentare la prima Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) a difesa dell’acqua pubblica in Europa.

Come Comitato Acqua e Beni Comuni di Verona saremo presenti con un banchetto per la raccolta firme durante varie iniziative nella nostra provincia:

Il comitato è inoltre impegnato un queste settimane per la preparazione dei documenti per l’ultima APRE regionale sull’acqua che si terrà a Verona in ottobre.

Aggiornamenti delle attività nei prossimi giorni e ai banchetti: venite a trovarci!

 

 

 

BUON SECONDO COMPLEANNO REFERENDUM

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COMUNICATO STAMPA

Il 12 e 13 Giugno 2011, dopo diciotto anni, il referendum ha di nuovo raggiunto il quorum ed è tornato ad essere lo strumento di democrazia diretta che la Costituzione garantisce. 27 milioni di cittadine e di cittadini, la maggioranza assoluta dell’elettorato, si sono espressi  a favore della fuoriuscita dell’acqua e dei servizi pubblici locali da una logica di mercato e di profitto.

In questi due anni i Comitati per l’Acqua Bene Comune di tutta Italia hanno proseguito la loro mobilitazione  con la Campagna di Obbedienza Civile, messa in campo per rivendicare il rispetto dell’esito referendario.  Attraverso un reclamo formale dei singoli utenti inviato alle Società che forniscono l’acqua abbiamo chiesto l’adeguamento tariffario a quanto stabilito dal voto. Il Comitato veronese Acqua e Beni Comuni ha raccolto e consegnato oltre 3.000 reclami.

Un’altra importante Campagna  sostenuta dai Comitati è l’ICE – Iniziativa Cittadini Europei – che, attraverso la raccolta di un milione di firme a livello europeo, chiede alla Commissione Europea di proporre una normativa che sancisca il diritto universale umano all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti.

Oltre a queste due Campagne sono state organizzate tre manifestazioni nazionali e numerosissime mobilitazioni territoriali per il pieno rispetto dell’esito referendario sancito dalla Corte Costituzionale il 14 luglio 2011.

Ora più che mai, in una fase in cui la profonda crisi economica, ormai assunta a crisi strutturale, rischia di travolgere la partecipazione attiva alle scelte politiche da parte delle cittadine e dei cittadini,  è importante difendere l’esito del voto democratico della maggioranza assoluta del popolo italiano.

Per questo, assieme alle altre realtà italiane, il Comitato veronese Acqua e Beni Comuni, continua la sua mobilitazione per la piena attuazione del risultato referendario,  perché oggi, ancor più di ieri, si scrive acqua e si legge democrazia!

Comitato veronese ABC – Acqua e Beni Comuni -

Giornata mondiale dell’acqua: Audizioni Pubbliche Regionali sull’Acqua

Ha preso il via il ciclo delle Audizioni Pubbliche Regionali sull’acqua della Regione Veneto

Si è tenuta il 22 marzo, Giornata mondiale dell’Acqua, alla Fiera di Padova, nell’ambito della Settimana dell’Ambiente, la prima Audizione Pubblica Regionale sull’Acqua (APRA)promossa dal Consiglio Regionale del Veneto, l’Assessorato all’Ambiente della Giunta Regionale del Veneto e dall’Unione Veneta delle Bonifiche.
Si è trattato della prima delle tre audizioni dedicata al tema delle problematiche europee dell’Acqua nel contesto mondiale.
La seconda audizione avrà luogo a Belluno il 20 maggio e sarà dedicata alla problematica nazionale e regionale.
La terza, conclusiva, avrà luogo a Verona il 24 giugno, sarà centrata sulla definizione di possibili linee regionali in materia delle politiche dell’acqua per i prossimi anni, alla luce dei risultati delle due audizioni precedenti.
L’audizione tenutasi il 22 marzo ha ottenuto un forte successo di partecipazione (circa 130 partecipanti) e ha dato l’occasione ai rappresentanti di tutte le componenti della società veneta di intervenire ed esprimere le loro posizioni sui problemi e le prospettive dell’acqua alla luce del Dossier Strategico sulle problematiche europee dell’acquapresentato dal prof. Riccardo Petrella (presidente di IERPE – Istituto Europeo di Ricerca sulla Politica dell’Acqua).
         
La presidenza e l’apertura dell’audizione è stata assicurata dal Presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, il quale ha tenuto a sottolineare che l’iniziativa promossa dal Consiglio Regionale del Veneto, l’Assessorato all’Ambiente della Giunta Regionale del Veneto e dall’Unione Veneta delle Bonifiche costituiva un avvenimento importante e innovatore nei processi di rafforzamento dei rapporti tra le istituzioni pubblicherappresentative e i cittadini del Veneto attraverso i  rappresentanti delle principali associazioni di rappresentanza delle attività economiche, della società civile, i Comitati Veneti dell’Acqua Bene Comune.
L’insieme degli interventi ha mostrato la ricchezza delle problematiche dell’acqua e la loro interdipendenza che è stata messa in evidenza all’inizio dell’audizione dal Presidente dell’Unione veneta delle bonifiche, Giuseppe Romano, ed è stata ripresa dall’Assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte nel suo intervento conclusivo ha confermato la disponibilità delle Autorità regionali di accelerare il percorso istituzionale di dialogo fra tutte le rappresentanze per una più efficace gestione dei rapporti sul territorio tra acqua, agricoltura, salute, industria, commercio, sviluppo urbano e partecipazione dei cittadini.
Nella presentazione del Dossier strategico il prof. Riccardo Petrella ha sottolineato i punti forti delle proposte avanzate dalla Commissione Europea avanzate nel suo Piano di Salvaguardia delle risorse idriche europee nel novembre del 2012 (Blueprint), mettendo parimenti in luce gli elementi critici fra i quali ha menzionato la prevalenza di una visione tecno-produttivista e mercantile dell’acqua ridotta a risorsa e a bene economico.
A questo riguardo ha attirato l’attenzione sull’assenza di alcune parole chiave nel Documento programmatico della Commissione europea quali città, cittadini, bene comune, acqua bene comune, diritto umano all’acqua.
Il relatore ha concluso proponendo come spunti di riflessione quattro orientamenti da dare ad una politica europea dell’acqua e cioè:
a) una politica europea b) una politica pubblica c) una politica integrata d) - una politica partecipata.
Si può affermare in tutta obiettività che i vari interventi hanno suscitato interesse e soddisfazione presso tutti i partecipanti confermando anche la loro disponibilità a partecipare attivamente alle due prossime audizioni.

Documenti:
Dossier Strategico sulle problematiche europee dell’acqua 
Dossier di documentazione

Luca Cecchi 
Monastero del Bene Comune di Seziona
Comitato Acqua e Beni Comuni Verona

ACQUA: LA RIPUBBLICIZZAZIONE POSSIBILE

Il comitato Acqua Beni Comuni di Verona propone un’azione concreta per rilanciare sul nostro territorio le iniziative dell’acqua pubblica:

ACQUA: LA RIPUBBLICIZZAZIONE POSSIBILE
Un percorso concreto verso l’Azienda Speciale

Seminario di approfondimento
con
Matteo Gaddi
del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua

SABATO 16 MARZO

ore 9.30-16.00 (con pausa pranzo)
presso il
Monastero del Bene Comune
via Mezzomonte 28-
SEZANO (VR)

Per le iscrizioni (entro giovedì 14 marzo) contattare Gloria (3332152917) o Mimmy(3402963164)

La partecipazione a questo seminario è importante per tutti coloro che si sono impegnati per la vittoria referendaria. Solo continuando a lavorare insieme potremo riuscire a far sì che, l’impegno che ognuno di noi ha messo per un positivo esito del referendum, non sia stato inutile.
Riteniamo quindi,adesso, indispensabile un lavoro concreto sul territorio che si basi anche su una corretta informazione di ciò che intendiamo realizzare. Perciò  PARTECIPIAMO AL SEMINARIO e ricordiamoci sempre che:
Si scrive ACQUA e si legge DEMOCRAZIA

VI ASPETTIAMO
Il comitato Acqua Beni Comuni di Verona

COMUNI: NON CEDETE GLI ACQUEDOTTI !

COMUNICATO STAMPA

Campagna Nazionale Obbedienza Civile

“COMUNI NON CEDETE GLI ACQUEDOTTI !”

Il commissario straordinario dell’Aato veronese Mauro Martelli ha intimato ai Sindaci di Caldiero, Illasi, Selva di Progno, Mezzane di sotto, Costermano e Brentino Belluno di cedere i loro acquedotti pubblici alle società Acque Veronesi e Azienda Gardesana Servizi (società a capitale pubblico ma di diritto privato)

Martelli afferma che le leggi (quali?) vanno rispettate.

Il Comitato veronese Acqua Bene Comune sostiene i sindaci “ ribelli” che stanno lottando contro la privatizzazione dei loro acquedotti.
Noi diciamo che gli enti locali non sono obbligati a cedere la gestione del servizio idrico. L’acqua è un bene privo di rilevanza economica per il quale non sussistono esigenze di tutela della concorrenza. I Comuni sono, quindi, liberi di scegliere come gestire il servizio idrico.

Ricordiamo che se le leggi vanno rispettate tutte, in primo luogo va rispettato, applicandolo, l’esito del referendum del 2011 che ha abrogato il profitto sull’acqua e l’obbligo di privatizzarne la gestione.

Invitiamo tutti i cittadini a sostenere la nostra lotta .

L’acqua è un diritto umano universale che può essere garantito solo con una gestione pubblica e partecipata.

Comitato Veronese Acqua e Beni Comuni

IL COMITATO CONSEGNA MILLE RECLAMI PER CHIEDERE L’APPLICAZIONE DEL REFERENDUM

COMUNICATO STAMPA

Conferenza stampa- mercoledì 28 novembre ore 11:00 davanti alla sede di Acque Veronesi
in Lungadige Galtarossa 8

IL COMITATO CONSEGNA MILLE RECLAMI PER CHIEDERE L’APPLICAZIONE DEL REFERENDUM

Quasi mille i reclami raccolti in pochi mesi dal Comitato Acqua e Beni Comuni con il quale i cittadini chiedono la restituzione della somma corrispondente alla remunerazione del
capitale investito ancora presente nelle bollette dei gestori veronesi.

Nonostante il 12 e il 13 giugno 2011 la maggioranza assoluta del popolo italiano abbia votato con il 2° quesito per l’eliminazione dei profitti sul servizio idrico, la quota di
remunerazione pari al 7% del capitale investito dai gestori è ancora una voce presente nelle fatture.

Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente e formalmente l’abrogazione, con effetto dal 21 luglio
2011, della norma che consentiva ai gestori di caricare nelle bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.

Oggi, a distanza di oltre un anno tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato l’esito referendario. In questi mesi il Comitato veronese Acqua e beni Comuni si è mobilitato
per chiedere il rispetto della volontà popolare lanciando anche a Verona la “Campagna di Obbedienza Civile”. Con questa iniziativa i cittadini chiedono ai gestori di “obbedire”
all’esito referendario eliminando dalla tariffazione la quota corrispondente alla remunerazione del capitale investito.

Mercoledì 28 novembre consegneremo ufficialmente con un accesso pittoresco alla società Acque Veronesi tutti i reclami raccolti in questi mesi e chiederemo a nome dei cittadini la restituzione della quota di profitto trattenuta illegittimamente sino ad oggi.

Comitato Acqua e Beni Comuni di Verona

Una catena umana attorno al Palazzo in difesa di acqua pubblica e referendum

Una catena umana attorno al Palazzo in difesa di acqua pubblica e referendum: i cittadini di Cremona in piazza per denunciare la VERGOGNOSA svendita ai privati fatta dalla politica con la scusa “non ci sono più soldi”.

Al Comitato Acqua Bene Comune di Cremona e a tutti i cittadini cremonesi tutta la nostra solidarietà e supporto: la lotta a difesa dei beni comuni deve continuare!

L’articolo su CremonaOggi:

Mentre nel salone dei quadri il sindaco Oreste Perri tentava una goffa difesa delle ragioni del voltafaccia del Comune di Cremona sul tema dei privati nella gestione dell’acqua, dalle finestre arrivava l’eco della manifestazione in cortile Federico II con le proteste contro il colpo di mano dell’Ato. Seicento persone circa, tra i quali alcuni sindaci in fascia tricolore, a protestare contro lo scippo dell’esito referendario. L’imbarazzo di Perri era evidente. Per tutta la durata del consiglio (leggi gli interventi), pallido in volto e preoccupato, ha ascoltato le voci della piazza piuttosto che lo svolgersi del dibattito comunale. In effetti, anche in questa occasione, si è avvertita nettamente la lontananza del Palazzo dai cittadini, una frattura evidenziata anche dalla catena umana che chi protestava in piazza ha fatto attorno al Comune.  Così mentre la maggioranza (rinforzata dalla Lega e dall’Udc quasi a voler riprovare alleanze in vista delle elezioni regionali) ha votato no all’ordine del giorno di Pd, Italia dei Valori e Cremona per la Libertà che prevedeva un passo indietro rispetto alla scelta del Cda dell’Ato, l’opposizione (ad esclusione ovviamente della Lega), usciva dall’aula consiliare e si univa ai manifestanti. E dalla piazza è partito il grido ritmato “Torna a remare, Perri torna a remare”.

IL COMITATO: ‘DIMISSIONI DELLA GIUNTA’

In serata il comunicato del Comitato Acqua Pubblica che – visto il voto espresso nel Cda dell’Ato di fatto confermato in Consiglio comunale respingendo l’odg delle opposizioni – chiede le dimissioni della Giunta Perri. Ecco il testo completo.

Signor sindaco Perri, signori assessori: con il voto espresso all’interno del cda dell’Ufficio d’Ambito (oggi confermato in consiglio) avete vibrato un colpo mortale alla democrazia e alla vita politica di Cremona. Non solo per il fatto che in questo modo fate carta straccia di uno degli strumenti più potenti di partecipazione dei cittadini, il referendum: ma anche e soprattutto per le motivazioni addotte. Sentire un sindaco affermare che è giusto svendere i beni di tutti “perché non ci sono i soldi” è la manifestazione chiara e netta di una disperazione della politica che ha perso ogni riferimento etico. I miei diritti e i beni comuni a cui io avrei avuto diritto se voi non ve li foste venduti non hanno un prezzo. Siete stati incapaci di gestire la cosa pubblica in maniera saggia e oculata, e non sapete neppure immaginare di unirvi al di là degli steccati politici per una battaglia di difesa dei beni comuni dagli avvoltoi del mercato. La vostra ideologia che tutto fa dipendere dai soldi è ormai un cadavere che cammina eppure voi non sapete guardare oltre: essa vi ha resi ciechi alle sollecitazioni che vi vengono ogni giorno da cittadini, associazioni, lavoratori, sindaci, vescovi, scienziati, filosofi. Sino a pochi anni fa le municipalizzate erano il braccio con il quale le amministrazioni locali erano in grado di forgiare una società più decente. Siete stati a guardare inerti mentre esse si sottraevano al vostro controllo: oggi sono le aziende a decidere fusioni e accorpamenti prima ancora di chiedervi il permesso; e quando tra pochi mesi il problema delle morosità delle bollette a Cremona diverrà una strage sociale voi non saprete fare altro che andare a pietire dalle vostre aziende la carità.

Qui sotto, signor sindaco e signori consiglieri, ci sono tanti diciottenni: come sapete gli avvenimenti che si vivono alla loro età si imprimono indelebilmente nella memoria. Sanno che il futuro che li attende sarà un futuro pesantissimo. Per la prima volta la nostra generazione è colpevole di consegnare ai diciottenni prospettive di vita peggiori di quanto non abbiano fatto i nostri genitori con noi. Di questo siamo tutti responsabili, indipendentemente dal colore politico: ma i vostri atti rendono le nuove generazioni ancora più inermi e indifese. I tempi bui che attendono questi ragazzi non possono essere affrontati avendo al vertice delle pubbliche amministrazioni persone che non hanno nessun valore etico e nessun rispetto della democrazia. Quei ragazzi hanno bisogno di politici con la p maiuscola, che abbiano la schiena abbastanza dritta da resistere alle pressioni politiche (e magari, perché no, denunciarle) ma che abbiano anche l’umiltà e la voglia di studiare, informarsi, approfondire i problemi. Lo chiedete a loro ma non siete pronti a farlo voi.

Signori assessori e signor sindaco, con le decisioni che avete preso in questi giorni voi chiudete la vostra storia politica e la chiudete nel modo peggiore. Passerete forse alla storia, ma come un’onta nella storia di Cremona, per avere tradito i vostri cittadini e tutti gli altri sindaci della provincia. Per questo oggi il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese chiede le dimissioni di questa giunta. Sappiamo benissimo che non abbandonerete quelle poltrone, ma il tricolore dell’ANPI che abbiamo voluto come sola bandiera “ospite” questa sera è lì ad ammonirci che chiedere di andarvene è un dovere a cui non possiamo sottrarci: perché i diritti che voi ci rubate nascono dalla Resistenza e si incardinano nella Costituzione Repubblicana.

Noi cittadini non abbiamo in ogni caso alcuna intenzione di abbandonare questa lotta. Esisteremo e resisteremo un minuto più di voi: e tanto per essere chiari ed evitare strumentalizzazioni, saremo in futuro altrettanto inflessibili e attenti con chiunque verrà a sostituirvi. Il nostro lavoro è solo iniziato. Noi sappiamo che non possiamo perdere così come sappiamo che voi avete invece già perso. Perché si scrive acqua ma, anche se voi non lo capite, si legge democrazia.

GALLERIA DI IMMAGINI (FOTO FRANCESCO SESSA)

 

 

La Consulta dà ancora ragione ai cittadini: “I servizi pubblici non si possono privatizzare”

Finalmente una ottima buona notizia che da’ ancora ragione ai 27 milioni di italiani che poco più di un anno fa si son espressi chiaramente contro i tentativi di privatizzazione dei beni comuni operati da tutti i governi degli ultimi 15 anni!

La consulta ha ribadito che l’acqua e tutti i servizi pubblici locali non possono essere messi sul mercato! Un principio che non può essere stravolto, travisato, raggirato, ma che deve invece diventare un pilastro fondamentale di una riorganizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica a tutele dei beni comuni e  per soddisfare i reali bisogni di tutti i cittadini.

Il comunicato stampa del Forum Italiano di Movimenti per l’Acqua:

La Consulta dichiara incostituzionale l’art. 4 del dl di ferragosto

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Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali

Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.

Si scrive acqua, si legge democrazia!
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

SUMMIT DEI POPOLI A RIO+20

Luca e Marinella lo scorso giugno sono stati a Rio +20 a nome del Comitato Acqua e Beni Comuni di Verona.

Dal Forum due documenti conclusivi: le dichiarazioni finali del “Pavillon Azur ” sull’acqua e quella finale della Cupola Dos Povos.

GRAZIE a nome di tutti noi!

Manifestazione dei Pvos di giovedì 21/6/2012 con Marco Job e Lucia del CEVI di Udine,Marinella e Renato di Nicola del Forum Italiano dell'Acqua

RIccardo Petrella, Yann Arthus-Bertrand (regista del film "HOME" ) e noi

La "plenaria 2 " sui beni comuni