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Approvato l’art. 15: acqua privata per tutti!

Ieri, giovedì 19 novembre,  la Camera dei Deputati con 302 voti a favore e  263 contrari ha approvato il Decreto Legge 135/09 sulla liberalizzazione dei servizi publici locali compreso il servizio idrico integrato. Con questo voto il Parlamento Italiano (primo in Europa) consegna di fatto al mercato anche l’acqua, completando così quel processo di mercificazione e privatizzazione dei beni comuni già in atto da diversi anni nel nostro paese.

Questa legge non ci fermerà!!

Come Comitato “Acqua Bene Comune” di Verona continueremo insieme ai tanti cittadini, associazioni, comitati ed Enti Locali appartenenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e del nostro territorio a batterci perchè l’acqua sia riconosciuta a tutti i livelli come un  diritto umano universale e come un bene comune la cui proprietà, governo e gestione  devono rimanere pubblici attraverso  la partecipazione delle stesse comunità locali.

Se vuoi unirti a noi scrivici all’indirizzo: acquabenecomune.vr@virgilio.it

Più siamo in questa battaglia, più forti saremo…. perchè salvare l’acqua è una questione di democrazia!

Per chi volesse approfondire rimandiamo a:

  • L’intervento di Marco Bersani, una delle figure in questi anni più attive e carismatiche del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua  (vd. qui  sotto)

RIPRENDIAMOCI L’ACQUA E LA DEMOCRAZIA

Avevano studiato tutto per bene. La privatizzazione dell’acqua inserita in un decreto legge che nulla aveva a che fare con la stessa, il provvedimento tenuto sotto silenzio, le veline dei grandi mass media amici dei poteri forti e il consueto immobilismo delle opposizioni parlamentari.

Ma improvvisamente il giocattolo si è rotto : diverse migliaia di email hanno inceppato i computer di deputati e senatori, oltre cinquantamila firme raccolte in pochi giorni sono state consegnate alla Presidenza della Camera, un presidio numeroso e colorato ha inondato Montecitorio e diverse decine di iniziative sono state organizzate in tutti i territori del Paese.

E la campagna “Salva l’Acqua” promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha fatto precipitare il loro castello di carte : tutti hanno dovuto prendere atto della gravità della norma che si andava approvando e hanno dovuto prendere posizione (e perfino le opposizioni sono uscite dal letargo).

Sintomatica “La Repubblica”, costretta a passare dall’incredibile editoriale di Giannini del 9 novembre scorso (“La riforma dei servizi pubblici locali è l’unica cosa buona fatta dal Governo”) a quello di Rumiz di ieri ( “Con l’art. 15 siamo costretti a rinunciare ad un pezzo della nostra sovranità”).

Ed eccoli, Governo e Presidente del Consiglio “migliore degli ultimi 150 anni” costretti a chiedere la fiducia, perchè consapevoli di non averla; costretti a chiudere le finestre del Palazzo per non ascoltare la società che preme di fuori.

Hanno deciso di consegnare l’acqua ai privati e alle multinazionali, hanno consapevolmente ignorato una legge d’iniziativa popolare, firmata da oltre 400.000 cittadini, che giace nei loro cassetti dal luglio 2007, hanno ascoltato le sirene di Confindustria, ignorando la forte sensibilità sociale e la diffusa consapevolezza popolare sull’acqua come bene comune e diritto umano universale.

Ma la battaglia per l’acqua pubblica è appena cominciata e chi usa la forza e l’arroganza sa che non può far altro che rendere evidente la propria mediocre debolezza.

Chiederemo a tutte le Regioni di seguire l’esempio della Puglia e di impugnare per incostituzionalità la nuova legge.

Promuoveremo in tutti i Comuni delibere d’iniziativa popolare per inserire negli Statuti il principio dell’acqua bene comune e diritto umano universale e la definizione del servizio idrico come “privo di rilevanza economica”, sottraendolo così alla legislazione nazionale (diverse decine lo hanno già fatto, tra gli altri Caserta, Napoli, Venezia e Ferrara).

Chiederemo ai 64 ATO, oggi affidati a SpA a totale capitale pubblico e dunque a rischio di finire nelle mani dei privati, di scegliere la loro trasformazione in enti di diritto pubblico, gestiti con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali, così come si appresta a fare l’Acquedotto Pugliese, il più grande d’Europa.

E chiameremo tutte e tutti ad una grande manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua e la difesa dei beni comuni per sabato 20 marzo, in occasione della giornata mondiale dell’acqua e ad una settimana dalle elezioni regionali.

E se la discussione che promuoveremo, ampia diffusa e partecipata com’ è sempre stata nelle pratiche del movimento per l’acqua, la riterrà opportuna, valuteremo l’ipotesi di indire un referendum.

Perchè si scrive acqua, ma si legge democrazia.

E non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare né all’una nè all’altra.

Marco Bersani

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