In Università si parla di gestione del servizio idrico integrato

Anche in Università il tema dell’acqua è d’attualità.
Segnaliamo a questo riguardo l’interessante convegno dal titolo “La gestione del servizio idrico integrato: prospettive e problematiche tra ricorso al mercato e gestione pubblica” organizzato dall’Università di Verona con la collaborazione di Ingegneria senza Frontiere di Verona e il Comitato Veronese Acqua Bene Comune che avrà luogo [...]

l’attenzione sull’acqua resta alta

Riscontriamo con piacere che il problema della privatizzazione dell’acqua si trova sempre più spesso sui giornali. E’ di oggi l’articolo sul documento approvato dalla Consulta degli Utenti dell’AATO di Verona, della quale fa parte anche un rappresentante del Comitato Veronese Acqua Bene Comune.E’ importante che l’attenzione rimanga alta in vista del referendum…

Martedì 26 Ottobre 2010 L’Arena [...]

E’ di nuovo allarme privatizzazione acqua in Lombardia

Foto del Presidio organizzato il 4 agosto 2010 dal Coordinamento regionale lombardo dei Comitati per l’Acqua pubblica

A distanza di soli 3 mesi la Giunta Regionale della Lombardia tenta di nuovo di far passare il Progetto di Legge sulla gestione dell’acqua che, se approvato, aprirebbe le porte ad una privatizzazione del [...]

Acqua pubblica: quale significato?

Leggiamo dal quotidiano L’Arena la notizia che il primo cda di Acque Veronesi “vuole mantenere in mano pubblica la gestione dell’acqua”. Il fatto che Acque Veronesi e AATO Veronese siano impegnati nella difesa dell status quo (la società in house a capitale totalmente pubblico) ci rende più “tranquilli”, ma ci pone di fronte a una questione [...]

Riunione del Comitato Promotore Veronese del Referendum Nazionale per l’Acqua Pubblica

Si ricomincia!!!!!
Ma forse sarebbe meglio dire “si continua”, perché in effetti il nostro impegno per l’acqua non si è mai interrotto.
Insieme, durante la campagna referendaria, siamo riusciti a raccogliere  nella nostra città e provincia ben 26.500 firme!!
E’ stato un gran risultato, reso possibile grazie all’impegno e al lavoro di ciascuno di noi nei propri [...]

venerdì 15 ottobre: riunione coordinamento enti locali

Tra un paio di giorni, venerdì 15 ottobre, si riunirà a Roma il “Coordinamento degli enti locali per l’acqua bene comune”, per proseguire con la formalizzazione dell’associazione che dovrà poi contribuire alla buona riuscita del referendum e a dialogare con le istituzioni per modificare il quadro normativo. Sarà presente un delegato del comune di Povegliano v.se, insieme [...]

AATO Veronese: nuovo parere del Comitato Consultivo degli Utenti

Pubblichiamo sul nostro blog la deliberazione approvata nell’assemblea dello scorso 5 ottobre dal neo costituito Comitato Consultivo degli Utenti dell’AATO Veronese, di cui anche come Comitato Veronese Acqua Bene Comune siamo parte attiva.

E’ una delibera importante, votata all’unanimità, in cui il Comitato Consultivo esprime alcuni pareri  in merito alle recenti modifiche normative [...]

La crisi del ciclo dell’acqua nella Striscia di Gaza

Torniamo ancora ad occuparci nel nostro blog della popolazione palestinese e in particolar modo di quella che vive nella Striscia di Gaza con questo reportage di Carlo Sordo Olivé, cooperante spagnolo, in cui vengono denunciate con forza le drammatiche condizioni di vita in cui versa  la popolazione di Gaza.
Situazione igienica e sanitaria sempre più precaria, estrema povertà e vulnerabilità sono  legate e dovute ad un degrado ambientale  che vede nel ciclo dell’acqua (ma non solo), una delle sue principali cause.
Ma come possiamo leggere, il degrado ambientale non è né casuale, né accidentale, ma ha nomi e cognomi e precise responsabilità politiche che toccano anche la stessa comunità internazionale.

tratto da NENA- NEWSDiscriminazione nell'accesso all'acqua nei Tpo © Shabtai Gold/IRIN

INQUINAMENTO A GAZA: LA CRISI DELL’ACQUA

Quasi il 95% dell’acqua pompata nella Striscia non e’ potabile. E Israele continua a impedire l’ingresso dei materiali per riparare i depuratori.

REPORTAGE di CARLO SORDO OLIVÉ*, Gaza City, 4 ottobre 2010 Nena News – La Striscia di Gaza e’ la prigione a cielo aperto piu’ grande al mondo.  I suoi confini segnano 41 km di frontiera che la separano dai suoi vicini, Israele e Egitto. All’interno del carcere di Gaza sono rinchiusi un milione e mezzo di palestinesi, per lo piu’ rifugiati, precedentemente cacciati dalla loro terra natia in Haifa o nelle aree dove oggi sorge Tel Aviv, durante la Nakba del 1948. Spogliati delle loro case e della loro terra, e oggi confinati all’interno di un carcere progettato da diversi carnefici e complici, tra cui Israele, l’Egitto e la nostra cara comunita’ internazionale.

Senza voler entrare in un dibattito politico approfondito, ho voluto indagare in dettaglio le condizioni di degrado ambientale che esistono e persistono dentro Gaza. L’equilibrio ideale dei cicli naturali e’ stato distrutto gia’ molto tempo fa e poco o non abbastanza è stato detto circa lo stato attuale delle condizioni ambientali all’interno di questa gabbia di cemento. Non giudicatemi frivolo se desidero parlare di ambiente e inquinamento, in un luogo come Gaza dove oltre l’80% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.

Non e’ mio obiettivo lasciare a margine la situazione socio-economica, ne’ sottovalutare le azioni concrete(1) che permetterebbero di ridurre o eliminare le condizioni di estrema poverta’ e vulnerabilità, create in modo vergognoso, principalmente dalle politiche adottate da Israele. Al contrario, questo breve articolo si propone proprio di metter in relazione il tema dell’ambiente con la povertà e la vulnerabilità dei palestinesi che vivono nella prigione di Gaza.

Il ciclo naturale comincia dall’uso della terra e dal consumo giornaliero dell’acqua, acqua da bere, per lavarsi, per l’irrigazione, per gli animali. Il 95% dell’acqua pompata a Gaza e’ inquinata, non adatta a essere bevuta. Come e’ facilmente immaginabile, un milione e mezzo di persone generano quotidianamente una quantita’ enorme di rifiuti. Ma a Gaza esistono solo tre depuratori di acque reflue, depuratori che ricevono ogni giorno tra i 40.000 e i 50.000 metri cubi di acque impure. Succede cosi che i depuratori sono costretti ad operare al di sopra delle effettive capacita’, e che di conseguenza solo una minima parte delle acque impure venga effettivamente trattata(2), quindi parte delle acque residue inquinanti e nocive vengono scaricate direttamente in mare. In poche parole, più di 80.000 m3 di acque reflue parzialmente trattate vengono rilasciate in mare ogni giorno a Gaza (3).

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governare, gestire, partecipare

Pubblichiamo un interessante articolo di Alberto Lucarelli tratto da “Il Manifesto” del 1 ottobre. Affronta il legame tra beni comuni e necessaria gestione partecipata; i cittadini, se veramente coinvolti, possono riappropriarsi della sovranità popolare sull’acqua, ma anche su altri beni: ne’ pubblici ne’ privati.

COMMENTO | di Alberto Lucarelli

Acqua partecipata, una proposta concreta

Riconquistare la sovranità popolare sui [...]

Ripartiamo da Verona: banchetti e dibattiti

Weekend impegnativo per il Comitato Acqua Bene Comune di Verona: da venerdì 1 a domenica 3 ottobre 2010 saremo presenti con i nostri banchetti alle manifestazioni di Naturalmente Verona in Piazza Isolo e Verona Tipica in Piazza Brà.

Dopo le prime ore di banchetti e i primi contatti con i cittadini emerge chiara la necessità di [...]