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Alluvioni in Veneto

L’alluvione di Soave e Monteforte from Renato Zanardo on Vimeo.

Diamo spazio nel nostro blog all’edizione speciale del Bollettino Settimanale dei Cantieri Sociali dell’estnord interamente dedicato alle alluvioni che hanno colpito duramente in questi giorni la città di Vicenza e la sua Provincia ma anche alcuni paesi dell’est veronese e del padovano.
E’ un’inchiesta giornalistica e di approfondimento che merita di essere letta perché spiega le ragioni e cause di questo ennesimo disastro.
Cementificazione e consumo dei suoli, cambiamenti climatici, incuria e abbandono del territorio sono alcune delle cause che hanno messo in ginocchio il cuore della nostra Regione.
Serve una svolta, un cambiamento urgente, “…un’onda di ragionevolezza” come titola e scrive Gianni Belloni nel suo pezzo, così certo – pena altri morti, distruzioni e danni agli ecosistemi – non si può più andare avanti.
Alcuni strumenti e soluzioni sono già state indicati, serve ora – a tutti i livelli – la volontà politica di  concretizzarli e realizzarli insieme in azioni e in una programmazione/pianificazione coordinata che vada al di là della semplice (e spesso sterile) risposta all’emergenza.
Noi da parte nostra, come Comitati che hanno a cuore l’acqua e il territorio nel suo insieme, una piccola parte l’abbiamo fatta presentando l’inverno scorso alcune osservazioni al Piano di Gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali.
In questo senso siamo d’accordo con quanto scrive Francesco Vallerani nel suo pezzo, ovvero:

“..Oggi l’idrografia veneta, ma una situazione simile la si riscontra in gran parte della macro regione padana, scorre su territori sempre più impermeabilizzati dal cemento diffuso, con la conseguente riduzione della complessità sistemica, geomorfologica, idraulica, naturalistica. I piccoli e grandi fiumi sono stati ridotti a canali. I tempi di corrivazione, cioè lo scorrere dell’acqua dai vari punti del bacino verso le reti di raccolta, sono stati abbreviati. In tal modo si è ridotta la capacità di ritenzione e di assorbimento dei suoli. La sicurezza idraulica rischia di essere vanificata dal frenetico consumo di suolo, dalle logiche egoistiche della rendita fondiaria. Basterebbe adeguarsi alla direttiva quadro sulle acque, la n. 60 del 2000 della Comunità Europea, che punta al risanamento, protezione e ripristino degli ambienti acquatici: in tal senso il buon stato ecologico dei fiumi, con la restituzione degli ambiti golenali e mantenendo le fasce di rispetto, potrebbe essere il primo passo verso una meno drammatica coesistenza con gli eventi meteorici più intensi, garantendo inoltre una più generale qualità ambientale di cui la caotica città diffusa veneta ha sempre più bisogno.”

Ci aguriamo veramente che il disastro di oggi serva da monito a tutti i nostri amministratori e alle forze politiche perchè ripensino e rimettano in discussione il modello “di sviluppo e crescita” prospettato anche nell’ultimo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) del Veneto che prevede nuove strade, nuove infrastrutture  ed urbanizzazioni (in poche parole altro cemento!!). Una di queste sorgerà proprio nella nostra Provincia e porta il nome di “Autodromo del Veneto” (o Motorcity) , un progetto di ben 458 ettari in cui sono previste nuove opere per milioni di mq con pesanti  riperrcussioni e impatti anche sugli stessi corpi idrici e sulle falde (come è ben evidenziato anche nelle osservazioni presentate da Legambiente Veneto).

Per visualizzare le osservazioni al Piano di Gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali del Comitato Veronese Acqua Bene Comune clicca QUI

Per visualizzare le osservazioni al Piano di Gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali del Comitato Bellunese Acqua Bene Comune clicca QUI

Leggi lo studio di Legambiente «Ecosistema rischio 2010. Veneto»

Leggi le riflessioni e proposte del WWF

Per chiunque voglia dare una mano il Presidio Permanente No Dal Molin ha attivato un numero di telefono (3349000595) e un indirizzo email (alluvione@nodalmolin)

Foto dell’alluvione a Vicenza

Un’onda di ragionevolezza

di Gianni Belloni La cosa migliore sarebbe che non tornasse tutto come prima. E’ compito nostro dare un significato e un senso a quello che accade – migliaia di sfollati, città e paesi allagati, proprietà distrutte -, e questa volta sarebbe bene che considerassimo le esondazioni di questi giorni come l’irruzione definitiva della realtà in un mondo, e in un modo di vivere, il nostro, insensato e irresponsabile e che il defluire delle acque non porti via con sé la coscienza del nostro limite e l’urgenza di un cambiamento. Dubitiamo che accada, ma sarebbe necessario. [continua]

A fare acqua è la città diffusa

di Francesco Vallerani Pochi giorni fa, eventi meteorici di non memorabile intensità, associati a vigorose correnti di scirocco che trattenevano un più rapido deflusso in Adriatico dei fiumi veneti, veri e propri collettori per il drenaggio della pianura, a cui bisogna aggiungere la repentina fusione di un discreto manto nevoso accumulatosi in precedenza, hanno causato gravi episodi alluvionali in buona parte dell’entroterra di Venezia. Al di là dei vistosi disagi, all’indomani dell’evento calamitoso non mancherà una accurata contabilità dei danni, nonché la consueta strategia retorica circa l’inefficienza del sistema drenante… [continua]

Il presidio No Dal Molin: mobilitiamoci!

Il Presidio Permanente NoDalMolin è mobilitato da questa mattina per aiutare e sostenere i cittadini colpiti dall’alluvione e collaborare nella pulizia dei locali invasi dall’acqua. «Oggi – è scritto nell’appello con cui il Presidio invita i vicentini a mobilitarsi – è il tempo di dare una mano, aiutando coloro che si sono trovati l’acqua in casa e nei propri garage». Per questo il Presidio raccoglie le disponibilità dei volontari e organizza squadre d’intervento: «lo faremo – si legge nell’appello – con strumenti semplici: gli stivali, le scope e i badili, per liberare case e scantinati da acqua e fango. Quel che possiamo mettere in gioco, in questa situazione, sono le nostre braccia e la nostra volontà di essere ancora mobilitati per il nostro territorio». «Ci sarà da tirar le somme di quanto è avvenuto in questi giorni – ricordano i NoDalMolin – verificando le responsabilità e i fattori che hanno portato all’alluvione. Ma, ora, è il tempo della solidarietà: anche questo significa essere una comunità in lotta».

Per dare la propria disponibilità il Presidio Permanente ha attivato un numero di telefono (3349000595) e un indirizzo email (alluvione@nodalmolin.Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo it)

La logica dell’emergenza contro la cura del territorio

di Giulio Todescan «Bisogna togliere il patto di stabilità, di molte zone avevamo già i dati geologici sul rischio idrico, ma non si è potuto intervenire perché non lo permette il patto». A dirlo è l’assessore alla viabilità e alla difesa del suolo della provincia di Vicenza Giovanni Forte, che è pure il sindaco di Costabissara, per un pelo scampata all’alluvione che ha devastato la vicina Caldogno. [continua]

Intervista a Rita Zanutel, assessore a San Stino di Livenza

di Gianni Belloni Sentiamo Rita Zanutel, assessore al bilancio di San Stino di Livenza, di Sinistra ecologia e libertà, mentre è ancora alle prese con l’emergenza. [continua]

Serve un piano straordinario per il territorio

di Renato Cardazzo e Pierangelo Pettenò La cosa peggiore è sentire tra la gente una sorta di rassegnazione, quasi gli eventi disastrosi di questi giorni fossero conseguenza di  una disgrazia imprevedibile.
Negli ultimi anni anche precipitazioni di modestissima entità, hanno messo in ginocchio intere aree del Veneto, segnalando anche ai meno accorti tra gli amministratori regionali che il livello di guardia era oramai stato superato. [continua]

Anche il Dal Molin è sott’acqua. Intervista a Guglielmo Vernau

di Giulio Todescan Il Bacchiglione esonda lunedì mattina, 1 novembre, nella frazione di Cresole, comune di Caldogno, pochi chilometri a nord di Vicenza. E poco a nord della base Usa Dal Molin, che proprio dalla fine dell’estate si erge con le sue imponenti palazzine di cemento, quasi completate “al grezzo”. [continua]

Legambiente: in un terzo dei comuni quartieri costruiti in aree golenali

di Legambiente Veneto Secondo i dati del ministero dell’ambiente del 2003 sono 161 i comuni del Veneto in cui siano presenti aree a rischio idrogeologico il 28 per cento del totale [di cui 41 a rischio frana, 108 a rischio alluvione e 12 a rischio sia di frane che di alluvioni]. [continua]

Un libro a Nordest

«Per noi veneti, questa simbiosi di civiltà e acqua è millenaria, ricca di gesti, memorie, culture e sentimenti. Siamo un popolo anfibio per elezione, accolti in una geografia in cui le molte acque incerte definiscono gli spazi e il tono delle nostre esistenze». E’ un passaggio di uno degli articoli di Renzo Franzin, parte di una raccolta pubblicata nel 2006, un anno dopo la morte, dall’editore Nuova dimensione. E’ buona cosa in questi giorni furiosi, in cui alle analisi si accavallano notizie tempestose, riprendere in mano questo libro in cui risplende lo sguardo lucido di Renzo Franzin, un ambientalista coraggioso e colto che della battaglia per l’acqua, per una sua gestione sensata sottratta alle logiche deleterie del profitto. Fondatore del centro internazionale per la civiltà dell’acqua di Mogliano, Franzin ha combattuto in particolare per la Piave, un fiume simbolo della mortificante gestione territoriale del nordest e da questa condizione ha colto gli aspetti che più illuminano i caratteri generali dello sviluppo e della cultura di questa regione facendo delle politiche delle acque una metafora della nostra capacità di concepire la nostra storia [radicalmente estranee alle retoriche leghiste]. «Immaginare il Veneto, di montagna o di pianura, distante dall’acqua e dalla sua visione – scrive Franzin più oltre -, è perdere l’identità più pregnante della nostra storia e persino la propensione contemplativa che ha fatto grande la nostra civiltà». Trovare il tempo di meditare su queste righe vuol dire darsi la possibilità di capire, davvero e in radice, che cosa sta accadendo in questi giorni tra il Brenta e il Bacchiglione.

Renzo Franzin, Il respiro delle acque. Racconti, articoli, saggi, Nuova Dimensione editore, Portogruaro, 2006

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