Si è da poco conclusa a Cancun in Messico la 16° Conferenza ONU sul Clima.
Era questo un appuntamento da molti atteso dopo il deludente accordo raggiunto a Copenaghen nel dicembre dello scorso anno. Sebbene per qualcuno qualche piccolo e timido segnale di cambiamento ci sia stato, anche stavolta i giudizi sui negoziati e intese raggiunte sono, per la maggior parte dei movimenti e reti nazionali ed internazionali, ritenute assolutamente insufficienti e soprattutto “sbagliate” rispetto all’urgente e coraggioso “cambiamento di rotta” che l’innalzamento delle temperature del Pianeta richiederebbe ad ogni paese ed in particolar modo a quelli più industrializzati (vedasi più sotto i vari report di alcune organizzazioni presenti a Cancun).
Interessante è da rilevare comunque come a Cancun, per la prima volta e in parallelo ai lavori ufficiali, si sia dato vita ad un programma di lavoro della durata di 5 giorni intitolato “Dialoghi per l’Acqua e i cambiamenti climatici”, recependo quelle che da tempo sono le istanze e richieste avanzate dai movimenti per l’acqua, ovvero: la centralità dell’acqua nelle strategie di mitigazione e adattamento climatico, così come la necessità che questa venga inserita in modo esplicito nei negoziati sul clima.
C’è quindi ancora molto, moltissimo lavoro da fare se si vuole realmente invertire la rotta.
I primi a fare qualcosa dobbiamo essere noi ed anche a Verona su questo fronte si sta già muovendo qualcosa.
Proprio nell’ultima riunione del nostro Comitato di qualche giorno fa abbiamo avuto modo di ascoltare dal racconto di Riccardo Stevanoni e Sergio Bonato il prezioso lavoro che da anni l’associazione “Ergo”, pur tra 1.000 difficoltà date dai scarsi mezzi economici e di persone, sta portando avanti nel nostro territorio.
Ritorneremo sicuramente a parlare su questo blog di questo progetto perché abbiamo deciso come Comitato di approfondire insieme meglio le finalità e le modalità realizzative (per chi volesse al momento saperne qualcosa in più consigliamo di leggere il report dell’ultima nostra riunione).
Da Cancún, le prossime sfide sull’acqua.
(documento redatto da Cinzia Thomareizis, Marco Iob, Tommaso Fattori, Daniela Del Bene del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’acqua, CeVI – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua contenente alcuni riflessioni, considerazioni e proposte dopo la loro partecipazione alla Conferenza sul Clima e ai Forum alternativi di Via Campesina e Dialogo Climatico-Expacio Mexicano)
A Cancún si è presentato un soggetto forte e convinto di rappresentare «la comunità idrica mondiale», tanto da preparare, con uno spiegamento di approfondimenti e articolazioni che ha definitivamente scoperto il grande interesse rispetto alla gestione integrata delle risorse idriche, un progetto ben definito di politica mondiale per l’acqua. Si tratta dell’ «Alleanza per l’acqua e il clima», una partnership guidata dalla Banca Mondiale…
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Altri report interessanti su quanto accaduto a Cancun
(da RIGAS - Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale)
Se il pianeta ha la febbre a Cancun non è stata curata, anzi. Nulla di vincolante è stato deciso nell’accordo uscito all’alba di ieri, nonostante l’enfasi data dai governi riuniti e dalla stampa al testo conclusivo emerso dalle due settimane di lavori.
Cancun conferma sostanzialmente il consolidamento della logica emersa a Copenaghen, ampliando i meccanismi attraverso cui la gestione della crisi ambientale e climatica passa attraverso la finanziarizzazione e nuove speculazioni economiche. Il fondo verde, i mercati di carbonio e il meccanismo dei Redd+ non sono altro che false soluzioni che istituiscono una sorta di “diritto di inquinare”, in base al quale i paesi industrializzati continuano con le emissioni pagando “indulgenze” compensative che si risolvono nell’ennesimo ricatto verso i paesi del sud del mondo.
(continua su www.reteambientesociale.org)
(di Alberto Zoratti di [Fair])
Si chiude la COP16. Cancun inganna l’umanità
(di ASC – Alianza Social Continental)
All’alba di oggi 11 dicembre 2010 si è annunciato il raggiungimento di un accordo nei negoziati della COP16. Tuttavia, questo testo non costituisce nessun progresso; al contrario, implica l’adozione formale del cosiddetto “Accordo di Copenaghen”, eludendo totalmente la ricerca di soluzioni reali alla crisi climatica.
(continua su www.asud.net )



