Sarà anche a Verona il Vescovo Mons. Luis Infanti de la Mora impegnato da anni a fianco della popolazione cilena contro la privatizzazione dell’acqua e la costruzione di 5 grandi dighe in Patagonia.
Per maggiori informazioni ed approfondimenti sulle campagna “Patagonia senza dighe” clicca sul sito: www.patagoniasenzadighe.org
Chi è Mons. Luis Infanti de la Mora?
Mons. Luis Infanti de la Mora, vescovo del Vicariato Apostolico dell’Aysén (Patagonia cilena) dal 1999, nato in Italia a Campomolle di Teor (Ud) nel 1954, mons. Luis Infanti de la Mora è giunto in Cile a 19 anni. Qui conclude gli studi e diviene fratello nell’ordine dei Servi di Maria. Nel 1990 in Bolivia è ordinato sacerdote e nel 1995 arriva a Coyhalque nella Patagonia cilena.
Dalla Patagonia all’Italia: salvare l’acqua dalla privatizzazione
Media partner: Radio FuoriAulaNetwork
Per maggiori info scarica il volantino QUI
Acqua dono di Dio, per tutti?
e Rosario Lembo, Referente nazionale Comitato Referendario “2 Si per l’Acqua Bene Comune”
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Da “L’ARENA”
Mercoledì 18 Maggio 2011
Dal Cile la battaglia
del «vescovo dell’acqua»
Per far valere il diritto alla vita di tutti e la salvaguardia del ricchissimo ecosistema del Cile, il vescovo cileno – autore del libro «Dacci la nostra acqua quotidiana», edizioni Emi – è già intervenuto all’assemblea degli azionisti dell’Enel invitando l’azienda ad abbandonare il progetto.
L’iniziativa, che prevede tre incontri in città del vescovo di origine udinese e da 35 anni missionario in Cile, è promossa dall’Associazione Ingegneria senza frontiere insieme a una decina tra associazioni, commissioni universitarie e diocesane cittadine. Nella Patagonia cilena ben 70 associazioni si sono mobilitate sin dal 2007 per la campagna «Patagonia senza dighe» che si batte per impedire la distruzione di uno degli ecosistemi mondiali ancora integri e di quella che viene definita «l’aorta del mondo». Mons. Infanti de la Mora è al loro fianco. Il progetto prevede la costruzione di 5 mega dighe sui fiumi Baker e Pascua e una linea di trasmissione di 2.300 chilometri con torri alte dai 60 ai 70 metri che attraverserebbero il 51 per cento del territorio cileno, 16 aree protette dallo Stato, 32 aree protette dai privati e migliaia di proprietà tra cui i terreni dei Mapuche, ottenuti a caro prezzo.
Mons. Infanti incontrerà il vescovo Zenti alle 16.30, ma prima sarà alla Facoltà di Scienze dell’Università, in via Ca’ Vignal, dove in aula magna alle 13.30 assieme al prof. Riccardo Petrella della Facoltà dell’Acqua dell’Università del Bene Comune (UBC) e al dott. Rosario Lembo del Comitato referendario nazionale «2 Sì per l’Acqua Bene Comune», incontreranno gli studenti sul tema «Dalla Patagonia all’Italia, salvare l’acqua dalla privatizzazione». In serata invece saranno aperte le porte del Convento dei frati francescani di San Bernardino, in stradone Provolo, dove alle 20.45, alla luce del documento sottoscritto dalle diocesi italiane aderenti alla Rete Nuovi Stili di Vita dal titolo «Acqua: dono di Dio e bene comune», il vescovo proporrà una riflessione assieme al dott. Lembo su «Acqua dono di Dio, per tutti?». Invitati in modo particolare i parroci, gli insegnanti di religione e quanti svolgono un ruolo attivo nel mondo cattolico.



