
I comitati Veneti per l’Acqua Bene Comune sono impegnati da mesi per modificare l’atteggiamento del Consiglio Regionale del Veneto sul servizio idrico integrato.
L’introduzione nel nuovo statuto regionale del diritto all’acqua è la conferma della validità delle nostre proposte, ma non ci fermiamo qui: il 19 aprile 2012 inizia la discussione in Consiglio Regionale della proposta di legge (156) sul servizio idrico integrato, un testo di legge sul quale siamo molto critici e che come comitati stiamo tentando almeno di migliorare con nostre proposte di emendamenti e osservazioni (vedi documento).
Martedì scorso (17/4) abbiamo partecipato ad una audizione in commissione ambiente: riportiamo le osservazioni di Luca Cecchi del Comitato Acqua e Beni Comuni di Verona.
Questa mattina il coordinamento veneto dei movimenti per l’acqua pubblica ha incontrato la commissione ambiente della regione Veneto.Erano presenti i comitati di Verona, Belluno e Padova e l’associazione “Monastero del Bene Comune”.
Per la commissione ambiente erano presenti: il presidente Finco, i consiglieri Pettenò, Puppato, Fracasso e altri 3 di cui non conosco il nome.
I punti all’ordine del giorno erano:
1. legge regionale 156 ” disposizioni in materia di risorse idriche” (legge di riordino delle ATO)
2. Percorso di audizioni regionali proposto dalla Facoltà dell’Acqua (con lo scopo di creare interazioni tra cittadini ,enti pubblici e istituzioni regionali , percorsi partecipativi e alternativi sulle tematiche europee e mondiali dell’acqua come bene comune per contrastare le politiche dei grandi Stakeholders (gruppi di interesse come Coca-cola ,Nestlè,Veolia ecc.)Punto 1. l’incontro è stato molto costruttivo e la commissione ha mostrato grande interesse per le nostre osservazioni sulla legge di riordino del servizio idrico: mancanza di autonomia degli EE.LL., centralizzazione dei poteri, mancanza di ripetto dell’esito dei referendum di giugno, mancanza di riferimenti alle normative nazionali, EU e ONU (2000/60 CE, al piano di tutela delle Alpi orientali e alla risoluzione ONU sul dirittto all’acqua del 2010).Hanno quindi chiesto di avere un documento scritto di tutte le nostre osservazioni (lo trovate in allegato).
Noi abbiamo chiesto anche il rinvio della discussione sulla legge ma, probabimente non ci sono le condizioni . Chissà ,però forse …non si sa mai.Punto 2. Le audizioni regionali sono un esperimento mai tentato in Italia e la commissione ha accettato di buon grado di sostenerle.
Il calendario provvisorio prevede 4 audizioni;- la prima a settembre 2012 sul tema “RIO +20«Il divenire della Terra è una questione dei cittadini >>,- la seconda a dicembre 2012 sul tema : “Programma delle acque d’Europa” «Le regioni sono il cuore della politica dell’acqua. Questa appartiene ai cittadini e non ai portatori d’interesse»la terza a febbraio 2013 sul tema: “Anno internazionale dell’acqua” «La cooperazione come strumento di governo efficace e solidale delle acque comuni»
- e la quarta a maggio 2013 sul tema “bilancio dell’esperimento” «Le audizioni regionali pubbliche in materia d’acqua. Se si scrive acqua si può leggere democrazia?»
Anche questo documento lo trovate in allegato.Luca Cecchi



