Ora il mare è più pulito…. ma grazie a un decreto legge

Sei italiani su dieci non andranno in vacanza. Ma potranno sempre tuffarsi nelle acque inquinate sotto casa…un altro miracolo italiano!

ESCAMOTAGE L’Italia si è adeguata a norme comunitarie, valide però soprattutto per le acque fredde del Nord Europa. E così le spiagge chiuse adesso riaprono.

CI RISIAMO. L’anno scorso [...]

Le logiche del mercato nella gestione dell’acqua

Ecco in un articolo di Andrea Palladino pubblicato in questi giorni su “Il manifesto” quello chè accaduto nell’ATO fiorentino quando sono le logiche di mercato  (e di profitto!!) a prevalere e a guidare i soggetti che hanno in gestione il bene acqua.

Acqua. Strategia del risparmio

di Andrea Palladino su “Il Manifesto”

Consumiamo meno acqua, [...]

continua il braccio di ferro in Lombardia

Mentre il Governo va in vacanza, in Lombardia c’è fretta di mettere in pratica le nuove disposizioni in materia di servizio idrico: ovvero mattere a gara il servizio. Ma è forte l’opposizione dei movimenti. La regione insiste col fatto che l’acqua e le infrastrutture rimangono di proprietà pubblica, ma ormai lo sanno tutti che [...]

Servizi sui TG veronesi e stampa locale della conferenza stampa

Alla conferenza stampa di stamattina erano presenti tutte le principali emittenti televisive e radiofoniche veronesi, oltre a giornalisti de L’Arena e del TG RAI Regione Veneto.

La cartella stampa consegnata, gli interventi di Luca Cecchi, Cristiano Bordin, Gloria Adami e Carlo Reggiani hanno permesso ai giornalisti presenti di costruire [...]

In Lombardia la gestione dell’acqua passa a Provincie e privati

La decisione da parte del Governo di abolire le Autorità d’ambito territoriali (ATO) attraverso l’articolo 1 della legge n° 42 approvata il 26 marzo scorso dal Parlamento Italiano, sta di fatto accelerando il processo di implementazione delle norme “privatizzatrici” previste nel Decreto Ronchi del novembre 2009. Ecco quello che si prospetta (salvo cambiamenti o ripensamenti), nelle prossime settimane nella Regione Lombardia.

Finanze – la Regione approverà in giunta prima dell’estate la nuova legge

Regione, svolta per l’acqua
«Gestione a Provincia e privati»

Il piano tariffario prevede un ritocco di due centesimi. Podestà: crollo entrate, a noi i ricavi del bollo auto

MILANO - Addio acqua del sindaco. Il decreto Ronchi sulla liberalizzazione dei servizi pubblici sta per entrare in Lombardia. Il servizio di erogazione dell’acqua finirà nelle mani di tante società miste, controllate al 60% dalle singole Province. Le restanti quote azionarie saranno però messe sul mercato attraverso gare pubbliche, con la possibilità, tutt’altro che remota, che anche i privati entrino nel business dell’acqua. La liberalizzazione è pronta. La Regione Lombardia approverà in giunta prima dell’estate la nuova legge che recepirà le direttive del decreto Ronchi. Materia complicata, quella della gestione e dell’erogazione dell’acqua dei rubinetti. Il quadro legislativo è complesso e in continua mutazione. C’è il decreto Ronchi, ma c’è anche la bocciatura arrivata dalla Corte costituzionale alla precedente legge regionale. Un vuoto normativo a cui il Pirellone porrà rimedio già nelle prossime settimane. Ieri l’assessore all’Ambiente Marcello Raimondi ha incontrato i presidenti delle province lombarde per concordare le linee-guida della prossima legge regionale.

Lo schema di partenza è confermato: ci sarà un soggetto gestore, la Provincia, che sostituirà gli Ato, le agenzie territoriali destinate a immediata scomparsa, e ci sarà poi un soggetto erogatore. La liberalizzazione imposta da Ronchi interverrà proprio qui: si creeranno, in pratica, tante società miste controllate dalle singole Province che dovranno però affidare, attraverso gara pubblica, la gestione del restante 40% del pacchetto azionario. L’opposizione di centrosinistra è scettica. «L’acqua – dice il capogruppo pd in provincia Matteo Mauri – è un bene raro e da preservare. Oggi più che mai deve diventare un diritto universale da garantire a ciascun individuo e in quanto tale non deve essere soggetto alle dinamiche di mercato e il suo servizio non deve essere determinato esclusivamente dall’incontro di domanda e offerta. Vigileremo e faremo la nostra parte fino in fondo per impedire che si privatizzi una risorsa così preziosa».

Anche in Comune ieri s’è parlato di acqua e dei suoi costi. Dopo l’aumento di sei centesimi al metro cubo (da 0,54 a 0,60) decisa settimana scorsa, il piano tariffario prevede un ulteriore ritocco di due centesimi per l’anno prossimo. «Ma nel 2027 – hanno assicurato l’assessore al Bilancio Giacomo Beretta e il rappresentante dell’Ato – l’acqua milanese costerà soltanto 0,72 centesimi». Soddisfatto il verde Enrico Fedrighini: «Il piano di investimenti sulla rete idrica pubblica milanese presentato in Commissione rappresenta una risposta credibile alle spinte legislative della Regione verso la privatizzazione del settore». Dall’acqua alle auto. Ieri i presidenti della Province lombarde si sono incontrati a Palazzo Isimbardi per parlare (anche) degli effetti della manovra di Tremonti. Al governo chiedono per il futuro fonti d’entrata certe e stabili. La riscossione del bollo auto, per esempio, da sfilare alle Regioni e da affidare alle Province. «Il bollo auto – ha spiegato il presidente milanese Guido Podestà – ci consentirebbe di modulare i nostri interventi su un gettito costante».

Andrea Senesi
27 luglio 2010


Acqua, Formigoni non aspetta Ronchi

di Roberto Farneti

«Formigoni è uno dei precursori più determinati del ddl Ronchi», spiega a Liberazione Emilio Molinari, uno dei volti più noti del forum dei movimenti per l’acqua, all’annuncio che l’erogazione  dell’acqua lombarda finirà entro l’estate nelle mani di società miste, controllate al 60% dalle singole  province, soggetti gestori al posto degli Ato. Trovandosi all’opposizione il pd si concede due minuti  di scetticismo sulla repentina attuazione del ddl Ronchi: «Vigileremo e faremo la nostra parte».
Peccato che il Pd lombardo, in mano a Penati, non abbia spiccato per entusiasmo nella primavera referendaria.

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La rivoluzione dell’acqua

La rivoluzione dell’acqua

Un milione e quattrocentomila donne e uomini che sottoscrivono i tre referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua rappresentano una piccola grande rivoluzione.

Come tale, provoca immediato spavento nei poteri forti e in un quadro politico-istituzionale non avvezzo all’idea che possa esistere una soggettività sociale capace di prendere  parola e di progettazione [...]

Acqua pubblica, Padre Zanotelli: “Altro che morta, la cittadinanza attiva è viva e vegeta”

Diamo spazio nel nostro blog all’intervento di Padre Alex Zanotelli fatto il 19 luglio durante la consegna alla Corte di Cassazione del milione e 400 mila firme raccolte e a una sua bell’intervista rilasciata qualche giorno dopo ad Antonella Loi.


Acqua pubblica, Padre Zanotelli: “Altro che morta, la cittadinanza attiva è viva e vegeta”

di Antonella Loi

“Qualcosa di notevolissimo, quello per l’acqua pubblica è il più gettonato tra i referendum della storia della Repubblica italiana”. E, dato ancora più rilevante, il milione e 400mila firme sono state ottenute “senza l’ombrello dei partiti politici: è la prima volta che succede”. Padre Alex Zanotelli, cuore pulsante della campagna referendaria “Acqua bene comune“, stenta a credere a quanto successo: un risultato del genere neanche nelle più rosee previsioni.  “Eravamo senza soldi ci siamo autofinanziati e, cosa importante, i cittadini si sono mossi, hanno raccolto firme e questo è un segno davvero bello”. “Ma non sufficiente”, ci spiega padre Alex dalla sua canonica di Scampia, quartiere popolare di Napoli, dove l’abbiamo raggiunto. “Quella sembrava morta, la cittadinanza attiva invece – dice – è tutt’altro che morta”.

Non solo bisogno fisico dunque, ma anche voglia di partecipazione?
“Decisamente, tanta voglia di partecipare. La gioia di vedere gente che raccoglieva firme o che veniva per firmare, lunghe file, tutto inaspettato, è immensa. L’acqua è servita. Il bene comune più importante che abbiamo è servito a riunire le forze che ci sono alla base, la gente ha dimostrato di essere di nuovo viva. Ma questo è solo l’inizio: da qui bisogna ripartire”.

La parola ora passa alla Cassazione, la strada è ancora lunga.
“Adesso c’è il passaggio alla Corte di Cassazione. Bisogna capire quali saranno le domande e ricordiamo che la corte è generalmente abbastanza conservatrice, più pro liberalizzazione. Non sappiamo ancora se l’altro referendum sull’acqua, quello avanzato dall’Italia dei valori, riuscirà ad arrivare fino in fondo. Quindi bisogna aspettare e vedere che succede. Chiaramente così tante firme peseranno sul giudizio dei giudici. Una volta dichiarato ammissibile, bisognerà però portare alle urne 25 miloioni di persone, non è uno scherzo”.

Negli ultimi decenni la strada del referendum in Italia non è stata semplice.
“Esatto, vent’anni che non ne passa uno. Per questo bisogna impegnarsi molto, andare avanti, fare incontri, coinvolgere la gente, promuovendo questa grossa sfida. E’ una sfida epocale. Perché il referendum chiede una cosa quasi impossibile, nel senso che mai come oggi il mercato ha tradito e mai come oggi l’unica legge che il mercato accetta è la legge del profitto. Noi stiamo chiedendo di togliere l’acqua dal mercato e di togliere il profitto dall’acqua. E’ epocale in un momento di stravittoria del mercato”.

Una vittoria varrebbe una rivoluzione.
“Se arriviamo alla vittoria mettiamo in crisi tutto l’assetto politico italiano che non ha capito assolutamente nulla di quello che la gente vuole. Ecco la grande sfida per la politica di destra e sinistra. Da qui dobbiamo andare avanti, passo passo, a recuperare tutti i beni comuni che ci hanno espropriato. Questo impegno sull’acqua è essenzialmente un impegno per la democrazia”.

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La legge dell’acqua

Un bell’articolo di Ugo Mattei pubblicato su  “Il manifesto” del 18 luglio alla vigilia della consegna alla Corte di Cassazione del milione e 400 mila firme raccolte in questi 3 mesi. L’articolo è  particolarmente interessante perchè prospetta con chiarezza quelli che sono i possibili e “probabili” passaggi istituzionali che ci attenderanno nei prossimi mesi.

La [...]

Il consiglio dei ministri approva il regolamento che privatizza l’acqua

Nonostante sia chiaro cosa pensino i cittadini della privatizzazione del servizio idrico (e anche di rifiuti e trasporti), il Governo va avanti e approva il regolamento attuativo.

Anche noi andremo avanti e contrasteremo l’affidamento ai privati dei servizi essenziali: il referendum è una delle strade per opporci.

Dalla newsletter del Governo:

Trasporti, rifiuti, acqua: cosa cambia con la riforma [...]

Roma, 19 Luglio ore 09.30 – Iniziativa pubblica deposito firme Referendum Acqua

ROMA, 19 LUGLIO 09.30 – PIAZZA NAVONA

Iniziativa pubblica

“Un milione di firme… qui comincia l’avventura”

Deposito in Corte di Cassazione delle firme a sostegno dei tre referendum per l’acqua pubblica

In questi mesi di campagna referendaria abbiamo inondato il Paese, con banchetti in ogni luogo.

Abbiamo condiviso speranze e voglia di cambiare insieme [...]