“Il RITORNO DELLE GRANDI DIGHE Una grave minaccia al futuro dei popoli indigeni”
E’ questo il titolo del nuovo e documentato rapporto dell’organizzazione Survaival International che ben riassume l’impatto devastante che il ritorno delle grandi dighe idroelettriche sta avendo sui popoli indigeni e tribali della terra.
Citando casi in Asia, Africa e Americhe, il rapporto sottolinea [...]
Pubblichiamo con piacere questo articolo sul progetto che Emmaus internazionale sta seguendo in Benin. La comunità Emmaus di Villafranca è impegnata nel Comitato Veronese Acqua Bene Comune e porta la sua esperienza sulla questione dell’acqua nei paesi del sud del mondo. Presto avremo modo di conoscere gli ultimi dettagli del progetto a Naturalmente Verona il 3 [...]
Storico voto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: con 122 voti a favore, 41 astensioni e nessun contrario l’Assemblea ha votato un documento proposto dal Governo Boliviano che “…dichiara il diritto all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani».
Questa potrebbe sembrare la storia di un progetto di cooperazione qualunque. Ma non lo è. Qualcuno lo chiama sviluppo. Per altri si tratta solo d’affari. Altri ancora ne hanno fatto una battaglia di civiltà. Per qualcun altro, infine, è una pura questione di sopravvivenza.
La storia comincia nel 2004 quando la DGCS approva il più grande credito d’aiuto mai concesso prima dalla cooperazione italiana, 220 milioni di Euro per la costruzione dell’impianto idroelettrico Gilgel Gibe II in Etiopia.
I lavori, già iniziati, sono stati assegnati dal governo etiope ad una nota azienda italiana senza gara d’appalto e sulla base di studi ambientali giudicati parziali dal nucleo di valutazione tecnica della stessa direzione generale.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze esprime un parere sfavorevole anche perchè l’Italia è in procinto di cancellare all’Etiopia un debito pari a 320 milioni di euro e non appare coerente reindebitare gravemente il paese. Nonostante le valutazioni negative dei tecnici il progetto viene misteriosamente approvato. Su tale mistero ha indagato anche la procura di Roma fra il 2006 ed il 2007, che in poco tempo ha archiviato l’inchiesta. Sulla vicenda cade uno strano silenzio. A gennaio del 2010 l’impianto viene inaugurato alla presenza del ministro Frattini e delle autorità etiopi. Due settimane dopo, il tunnel infrastruttura principale dell’impianto, crolla. Ad oggi l’impianto non è ancora in grado di produrre energia elettrica.
Dal 19 al 22 aprile 2010 si è tenuta Cochabamba in Bolivia la Conferenza Mondiale dei Popoli per la Giustizia Climatica ed i Diritti della Madre Terra. L’incontro, convocato dal Governo di Evo Morales ha visto la partecipazione di movimenti, scienziati, accademici, giuristi e governi impegnati a difendere i beni comuni ed a promuovere la giustizia sociale ed ambientale.
Pubblichiamo di seguito il documento conclusivo dei lavori della conferenza condiviso da tutte le reti e movimenti internazionali.
Leggi qui anche l’appello italiano a sostegno della Conferenza.
È di questi giorni anche la notizia che il governo boliviano ha presentato presso le Nazioni Unite una proposta di risoluzione per il riconoscimento del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari di base.
E’ certamente un proposta importante che va nella direzione da tempo auspicata dai molti movimenti sociali e organizzazioni internazionali impegnate da anni nella lotta alla fame e alla sete, nella difesa dei diritti umani, della giustizia sociale e dei beni comuni che merita ora tutto il sostegno possibile.
Per approfondimenti clicca qui.
Dichiarazione di Cochabamba su Acqua e Clima
Siamo movimenti e organizzazioni sociali che sostengono e appoggiano il movimento globale per l’acqua come bene comune e come diritto umano universale. Molti fra noi sono convenuti a Cochabamba, altri stanno contribuendo dai loro rispettivi paesi: tutti insieme vogliamo festeggiare il decimo anniversario della vittoria della “Guerra dell’acqua” e vogliamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà ai movimenti boliviani, che per primi sono riusciti a cacciare dal paese la multinazionale che aveva privatizzato l’acqua, divenendo i pionieri della rimunicipalizzazione del servizio idrico a livello locale.
I nostri movimenti e le nostre organizzazioni fanno appello ai Governi che prendono parte alla “Conferenza dei popoli sul cambiamento climatico e sui diritti della Madre Terra” per chiedere di intraprendere chiare e concrete azioni in grado di affrontare in maniera efficace la crisi climatica.
Facciamo appello a tutti Governi del mondo, chiedendo loro di supportare e sostenere il così detto “Protocollo di Cochabamba”, che è il risultato del processo della Conferenza dei Popoli sul cambiamento climatico. Un protocollo che sfida l’ “accordo” sul clima di Copenhagen, tutto centrato su meccanismi di mercato.
Ancora una volta le politiche e i piani (insostenibili!!) del Fondo Monetario Internazionale hanno la meglio.
La crisi Argentina del 2001 evidentemente non ha insegnato nulla!!
La Grecia travolta da una profonda crisi si piega alle ricette e misure economiche del FMI (e della stessa Europa!!) meglio conosciuti come “Piani di aggiustamento strutturale” che continuano, nonostante [...]
Due immagini da Parigi: la città festeggia la ripubblicizzazione del servizio idrico. Anche noi festeggiamo un primo piccolo successo: l’inizio della raccolta firme è stata accolta dalla gente con entusiasmo, segno che quella dell’acqua è una battaglia sentita [...]
E’ anche responsabilità di tutti noi, dei nostri acqusti, dei nostri stili di vita e abitudini se oggi i paesi impoveriti si trovano di fronte a crisi idriche sempre più frequenti e che saranno inevitabilmente destinate ad aumentare se non vi sarà un profondo cambiamento dell’attuale modello economico.
Anche noi possiamo e dobbiamo [...]
Sconfitte le multinazionali Veolia e Suez, l’amministrazione comunale celebra il ritorno ad una gestione municipalizzata: prezzi piu’ bassi e maggiore qualita’. Ma nel resto della Francia impazzano i privati.
Mille caraffe d’acqua al giorno distribuite nelle piazze cittadine, corredate da bicchieri di plastica riciclabile e dalla soddisfazione di una certezza immutabile: “L’acqua del rubinetto e’ fino a mille volte piu’ ecologica dell’acqua in bottiglia”. A sostenerlo non e’ un gruppo di ecoestremisti ne’ il solito venditore di buone intenzioni ma addirittura la giunta comunale di Parigi.
La distribuzione di acqua fresca nella capitale francese fa il paio con i manifesti affissi ovunque dall’azienda municipalizzata Eau de Paris, per informare i cittadini che dal 1 gennaio scorso il Comune ha rilevato la gestione dell’acqua potabile, strappandola alle due potenti multinazionali leader mondiali del settore, le francesi Veolia del gruppo Vivendi e Suez Lyonnaise des eaux. Obiettivo dichiarato, secondo Anne Le Strat, assistente al Comune e direttrice della municipalizzata, «offrire ai parigini acqua di migliore qualità al miglior costo possibile», e far dimenticare il 260 per cento di rincaro dal 1985 dovuto alla gestione privata.
Il sindaco socialista Bertrand Delanoë, uscito con una solida maggioranza dalle amministrative del marzo 2008, non ha perso l’occasione di festeggiare in piazza il nuovo corso degustando un bicchiere sulla piazza del Comune insieme alla sua assistente Le Strat e alla signora Danielle Mitterrand, vedova dell’ex presidente della Repubblica e direttrice della fondazione France Libertés che milita per «il riconoscimento dell’acqua come diritto umano fondamentale e bene comune dell’umanità».