Forti del consenso popolare ottenuto nella campagna referendaria “L’Acqua non si vende” conclusasi agli inizi di luglio, il nostro Comitato, in coordinamento con i Comitati Veneti per l’Acqua Pubblica, ha preso in questi giorni “carta e penna” e ha scritto una lettera a tutti i Sindaci e Consigli Comunali veronesi, al Presidente della Provincia [...]
Iin un articolo pubblicato oggi su “L’Arena” si evidenzia il preoccupante stato di salute del nostro Lago di Garda e dei torrenti che vi si immettono.
Grazie al puntuale lavoro promosso dalla campagna nazionale “Goletta dei Laghi – Cigno Azzurro” di Legambiente, ancora una volta emergono con evidenza i problemi che da anni ormai caratterizzano il [...]
Dopo la denuncia della Facoltà dell’Acqua dell’Università del Bene Comune nei confronti della dichiarazione del portavoce della Commissione Europea in favore della mercificazione dell’acqua pubblicata qualche settimana fa anche sul nostro blog (clicca qui per leggerla), diamo di nuovo spazio a questo comunicato stampa della stessa Facoltà.
Questa potrebbe sembrare la storia di un progetto di cooperazione qualunque. Ma non lo è. Qualcuno lo chiama sviluppo. Per altri si tratta solo d’affari. Altri ancora ne hanno fatto una battaglia di civiltà. Per qualcun altro, infine, è una pura questione di sopravvivenza.
La storia comincia nel 2004 quando la DGCS approva il più grande credito d’aiuto mai concesso prima dalla cooperazione italiana, 220 milioni di Euro per la costruzione dell’impianto idroelettrico Gilgel Gibe II in Etiopia.
I lavori, già iniziati, sono stati assegnati dal governo etiope ad una nota azienda italiana senza gara d’appalto e sulla base di studi ambientali giudicati parziali dal nucleo di valutazione tecnica della stessa direzione generale.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze esprime un parere sfavorevole anche perchè l’Italia è in procinto di cancellare all’Etiopia un debito pari a 320 milioni di euro e non appare coerente reindebitare gravemente il paese. Nonostante le valutazioni negative dei tecnici il progetto viene misteriosamente approvato. Su tale mistero ha indagato anche la procura di Roma fra il 2006 ed il 2007, che in poco tempo ha archiviato l’inchiesta. Sulla vicenda cade uno strano silenzio. A gennaio del 2010 l’impianto viene inaugurato alla presenza del ministro Frattini e delle autorità etiopi. Due settimane dopo, il tunnel infrastruttura principale dell’impianto, crolla. Ad oggi l’impianto non è ancora in grado di produrre energia elettrica.
Dal 19 al 22 aprile 2010 si è tenuta Cochabamba in Bolivia la Conferenza Mondiale dei Popoli per la Giustizia Climatica ed i Diritti della Madre Terra. L’incontro, convocato dal Governo di Evo Morales ha visto la partecipazione di movimenti, scienziati, accademici, giuristi e governi impegnati a difendere i beni comuni ed a promuovere la giustizia sociale ed ambientale.
Pubblichiamo di seguito il documento conclusivo dei lavori della conferenza condiviso da tutte le reti e movimenti internazionali.
Leggi qui anche l’appello italiano a sostegno della Conferenza.
È di questi giorni anche la notizia che il governo boliviano ha presentato presso le Nazioni Unite una proposta di risoluzione per il riconoscimento del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari di base.
E’ certamente un proposta importante che va nella direzione da tempo auspicata dai molti movimenti sociali e organizzazioni internazionali impegnate da anni nella lotta alla fame e alla sete, nella difesa dei diritti umani, della giustizia sociale e dei beni comuni che merita ora tutto il sostegno possibile.
Per approfondimenti clicca qui.
Dichiarazione di Cochabamba su Acqua e Clima
Siamo movimenti e organizzazioni sociali che sostengono e appoggiano il movimento globale per l’acqua come bene comune e come diritto umano universale. Molti fra noi sono convenuti a Cochabamba, altri stanno contribuendo dai loro rispettivi paesi: tutti insieme vogliamo festeggiare il decimo anniversario della vittoria della “Guerra dell’acqua” e vogliamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà ai movimenti boliviani, che per primi sono riusciti a cacciare dal paese la multinazionale che aveva privatizzato l’acqua, divenendo i pionieri della rimunicipalizzazione del servizio idrico a livello locale.
I nostri movimenti e le nostre organizzazioni fanno appello ai Governi che prendono parte alla “Conferenza dei popoli sul cambiamento climatico e sui diritti della Madre Terra” per chiedere di intraprendere chiare e concrete azioni in grado di affrontare in maniera efficace la crisi climatica.
Facciamo appello a tutti Governi del mondo, chiedendo loro di supportare e sostenere il così detto “Protocollo di Cochabamba”, che è il risultato del processo della Conferenza dei Popoli sul cambiamento climatico. Un protocollo che sfida l’ “accordo” sul clima di Copenhagen, tutto centrato su meccanismi di mercato.
Pubblichiamo l’importante presa di posizione a favore del referendum di alcuni rappresentanti dei gruppi consiliari, liste civiche, cittadini e partiti del centro sinistra che operano nei comuni della Valpolicella e nei consigli comunali di Fumane, Negrar, S. Pietro in Cariano, S. Ambrogio di Valpolicella, Pescantina, Marano di Valpolicella e Dolcè.
Gli impegni espressi nel comunicato stampa sono certamente passi positivi che ci auguriamo possano sempre di più tradursi in un cammino di reale e fattivo confronto, dialogo, collaborazione e sinergia tra cittadinanza, amministrazioni, forze politiche e comitati che da diversi anni anche nella nostra città e Provincia lavorano per promuovere una nuova cultura e politica dell’acqua intesa come bene comune e diritto umano universale.
Comunicato Stampa
L’ACQUA NON SI VENDE, L’ACQUA E’ DI TUTTI
L’acqua è un bene limitato ma di primaria necessità: non solo per noi, anche per le generazioni che verranno. Il rischio ora, con l’ingresso forzato dei privati deciso per legge dal Decreto Ronchi, è che l’acqua diventi il business del prossimo futuro.
Come rappresentanti dei gruppi consiliari, liste civiche, cittadini e partiti del centro sinistra che operano nei comuni della Valpolicella e nei consigli comunali di: Fumane, Negrar, S. Pietro in C., S. Ambrogio di Valpolicella, Pescantina, Marano di Valpolicella e Dolcè riaffermiamo con forza che l’acqua è un bene comune essenziale per la vita, un diritto di tutti che deve essere garantito secondo i principi dell’equità e della solidarietà. Per questo APPOGGIAMO LA CAMPAGNA REFERENDARIA “L’ACQUA NON SI VENDE”, CONTRO UNA POLITICA CHE VUOLE UNA FORZATA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO.
Ci impegniamo inoltre ad estendere la raccolta firme a supporto del referendum anche nella nostra comunità e a continuare nei comuni della Valpolicella l’iniziativa politica per il riconoscimento dell’acqua come bene comune senza rilevanza economica.
Ancora una volta Padre Alex Zanotellitorna a parlare di acqua attraverso le pagine della rivista mensile Nigrizia e un video. E’ un invito caloroso a continuare la nostra battaglia per – come afferma Padre Alex - “far nascere un movimento popolare che sappia spingere dal basso per riaffermare e riportare in alto i beni comuni fondamentali e inalienabili, riappropriandoci così delle nostre vite e della nostra storia”.
di Alex Zanotelli
Eravamo in tanti a Roma, in Piazza della Repubblica, lo scorso 20 marzo, alla partenza della manifestazione nazionale sull’acqua pubblica. Una bellissima giornata dell’acqua e un corteo entusiasmante, che ha attraversato la capitale ed è sfociato in Piazza Navona. Eravamo non meno di 100mila persone. Tre anni or sono avevamo fatto un’altra manifestazione a Roma per la raccolta di 400mila firme sulla legge d’iniziativa popolare sull’acqua pubblica, ma non eravamo così numerosi.
Vuol dire che il “problema acqua” comincia a catturare l’attenzione dell’opinione pubblica. Vuol dire che sempre più gente ha voglia di darsi da fare, di lottare.
Ciò che ha riunito così tanta gente è un fatto preciso: non siamo assolutamente d’accordo con la privatizzazione dell’acqua, messa in campo dal governo. Quella che è chiamata “legge Ronchi” non la possiamo proprio accettare.
Riteniamo che privatizzare l’acqua sia come pensare di privatizzare la madre. Perché l’acqua è la madre. L’acqua è vita. Ed è con questa convinzione che abbiamo attraversato Roma. Un lungo pellegrinaggio scandito da tanti slogan. Ne voglio ricordare due: “Fuori l’acqua dal mercato” e “Fuori il profitto dall’acqua”.
Ormai è da tempo che c’è incomunicabilità tra Italia dei Valori e il Comitato promotore del Referendum, da quando il partito di Di Pietro ha deciso di portare avanti un proprio referendum sull’acqua. Mentre i partiti hanno accettato di stare in un comitato di sostegno, l’IDV ha insistito per entrare nel comitato promotore, oltre ad aver [...]
oggi si riflette su un diritto essenziale e un bene comune spesso negato
Per ricordare l’importanza dell’acqua per la vita nostra e degli esseri viventi, un piccolo testo di Erri De Luca, che accompagna il libro in uscita nelle prossime settimane “L’acqua è una merce” a cura di Luca Martinelli: