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	<title>Acqua Bene Comune Verona</title>
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		<title>L&#8217;Adige, un fiume sempre più malato</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 12:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro fiume Adige è sempre più malato e necessita di interventi urgenti, come hanno sottolineato in questi giorni alcuni dirigenti dei Consorzi di Bonifica,  amministratori ed esponenti di associazioni ambientaliste.
Tutti concordi allora??
Non esattamente.
Le strade per salvaguardare il nostro fiume non vanno tutte nella stessa direzione: sono previsti infatti diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span class="rg_ctlv"><a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.vitostanzione.it/images/stories/fiume_adige-1.jpg&amp;imgrefurl=http://www.vitostanzione.it/presentazione/informazioni/fotografie.html&amp;usg=__M2XEwBWJh7WV2cKJOQKq2hv7PIs=&amp;h=1524&amp;w=2032&amp;sz=771&amp;hl=it&amp;start=0&amp;sig2=10OQu-RNGfwy1k-UAMAhsw&amp;zoom=1&amp;tbnid=IPTltfhlWc1l6M:&amp;tbnh=147&amp;tbnw=194&amp;ei=FJx_TMnhLo_p4AbxxpDUCw&amp;prev=/images%3Fq%3Dfoto%2Bfiume%2Badige%26um%3D1%26hl%3Dit%26lr%3Dlang_it%26sa%3DX%26biw%3D1280%26bih%3D801%26tbs%3Disch:1,lr:lang_1it&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;iact=hc&amp;vpx=480&amp;vpy=84&amp;dur=31&amp;hovh=194&amp;hovw=259&amp;tx=146&amp;ty=153&amp;oei=7pp_TNu2HZTc4wagobzTCw&amp;esq=25&amp;page=1&amp;ndsp=22&amp;ved=1t:429,r:2,s:0"><img id="rg_hi" class="rg_hi alignleft" style="width: 259px; height: 194px;" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTT0FKB0qCWs5OBnkUYxND5StF-ftNkdrBQSJ8pY04rrRq7YwE&amp;t=1&amp;usg=__UXTc--jcZu6Me1ZezGhBdkIZ6xw=" alt="" width="259" height="194" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro fiume Adige è sempre più malato e necessita di interventi urgenti, come hanno sottolineato in questi giorni alcuni dirigenti dei Consorzi di Bonifica,  amministratori ed esponenti di associazioni ambientaliste.<br />
Tutti concordi allora??<br />
Non esattamente.<br />
Le strade per salvaguardare il nostro fiume non vanno tutte nella stessa direzione: sono previsti infatti diversi interventi e progetti. Alcuni di fatto in piena contraddizione con quelli che sono gli obiettivi che si dice di voler raggiungere.<br />
Cercheremo di capirne di più nella conferenza che stiamo organizzando nella mattinata di domenica 3 ottobre in occasione della manifestazione di Naturalmente Verona. Non mancate quindi!!</p>
<p style="text-align: justify;">PS proprio ieri sulle pagine di questo blog pubblicavamo un articolo che presentava <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/?p=1924"><strong><span style="color: #0000ff;">il </span></strong></a><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/?p=1924"><span style="color: #0000ff;">ritorno delle grandi dighe</span></a> </strong></span>e gli effetti devastanti che queste stanno avendo su ambiente e popolazioni. Bene, stando a quello che scrive  la giornalista de &#8220;L&#8217;Arena&#8221; nell&#8217;articolo <em>&#8220;Un corso d&#8217;acqua che sta morendo&#8221;, </em>sembra che una della cause principali del continuo abbassamento dell&#8217;alveo del fiume Adige e della modifica della sua struttura, sia causato proprio dai bacini idroelettrici trentini che non permettono l&#8217;apporto dei detriti a valle. Come a dire che anche da noi le dighe,  a distanza di anni ,stanno provocando effetti che non erano magari stati calcolati e messi in conto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISORSE. Sempre più in calo la portata dell’Adige e servono interventi urgenti per l’ambiente e l’agricoltura</strong></p>
<h4>Un corso d’acqua che sta morendo<br />
Grossi massi per alzare l’alveo eroso</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta Papa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Consorzio Veronese di Bonifica presenta un piano per riportare il  livello del fondo del fiume a com’era nel 1996 pena gravissime  conseguenze</strong></p>
<div>
<ul>
<li>Martedì 31 Agosto 2010</li>
<li>PROVINCIA,</li>
<li>pagina 32</li>
</ul>
</div>
<p><a href="javascript:zoom_jpg('GONJPG/201008/ALTE/31_32_are_f1_580.jpg','1699774','20100831','PROVINCIA','512','458');"><img src="http://clic.larena.it/GiornaleOnLine/Arena/GONJPG/201008/BASSE/31_32_are_f1_580.jpg" alt="" width="120" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una presa irrigua  dell’ex Consorzio Valli Grandi nell’Adige.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Adige sta morendo.  Il secondo fiume d’Italia e prima risorsa idrica  del Basso Veneto, di anno in anno registra un sempre più devastante e  continuo abbassamento del suo fondo: in media 6 metri, con punte, in  alcune zone, di 8-9 metri, rilevati nell’arco degli ultimi 50 anni.  Un’erosione  lenta ed inesorabile, che procura danni notevoli sia all’agricoltura,  dato che l’acqua di irrigazione deve essere pompata dal fiume con costi  pesanti e non è più derivata dai sifoni a costo zero come accadeva una  volta, sia alla sicurezza idraulica, visto che l’erosione dell’alveo  mina la stabilità delle fondazioni dei ponti come è accaduto anni fa a  Legnago e sta accadendo ora ad Albaredo. Proprio perché la situazione  non peggiori ulteriormente &#8211; a livello ambientale ed economico &#8211; il  Consorzio ha messo a punto uno studio di fattibilità per riportare il  fondo del fiume al livello del 1996, cioè in media due metri più alto  rispetto all’attuale: il piano è stato presentato ieri mattina,  ufficialmente, nella sede di San Pietro di Legnago dal presidente del  Consorzio Veronese di Bonifica Antonio Tomezzoli e dall’ingegner Roberto  Bin, direttore generale del Consorzio, insieme all’assessore regionale  all’Ambiente Maurizio Conte ed al consigliere regionale Vittorino Cenci.  «Vorremmo chiudere velocemente la fase di analisi e procedere alla  progettazione esecutiva degli interventi. Già approvato dall’Autorità di  Bacino dell’Adige, il progetto è infatti al momento fermo in attesa di  uno studio di fattibilità esteso a tutto il tratto di fiume, da Zevio  fino al mare. In realtà è da anni che il Consorzio di Bonifica segnala  alle autorità preposte che l’Adige di fatto non è più un fiume, ma un  canale», è stato detto dagli esperti.  Tutta l’acqua che vi scorre  arriva infatti dai bacini idroelettrici del Trentino. Ed è proprio il  suo utilizzo per la produzione di energia elettrica che ne ha modificato  la struttura, venendo meno l’apporto di detriti «da monte». Il  progetto pilota prevede la realizzazione di una o più soglie, ovvero di  giganteschi massi subaquei che tagliano</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1929"></span></p>
<p style="text-align: justify;">l’alveo stabilizzandone il  fondo. In questo modo, si arriverebbe a risparmiare anche sul costo  annuo di energia che il Consorzio deve sostenere con circa 300mila euro,  a carico soprattutto degli associati. È in programma la costruzione di  una prima soglia nel Legnaghe, poco a valle di una delle sette prese  irrigue dell’ex Consorzio Valli Grandi.  La briglia riuscirà da una  parte a frenare l’erosione del fondo e dall’altra &#8211; nei periodi di magra  &#8211; a mantenere il livello dell’acqua almeno com’è ora. «Se la  sperimentazione darà i risultati sperati», ha precisato Bin, «potremo  ripristinare il livello del fiume, sempre nelle condizioni di magra, ai  valori degli anni Settanta e Ottanta. Altrimenti si passerà alla  rimozione della briglia, senza comunque alcun danno ambientale». «Vista  la gravità della situazione», ha sottolineato l’assessore Conte, «la  Regione deve garantire il massimo impegno per trovare soluzioni.  Valuteremo il tutto, sia con gli uffici tecnici, sia a livello di  risorse. Tanto che non escluderei di poter allargare il progetto,  coinvolgendo le amministrazioni locali e creando dei salti d’acqua per  ricavarne energia idroelettrica. In sostanza, potremmo risolvere il  problema idraulico ed avere importanti ritorni economici».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LAVORI SUL FIUME. Dopo il «no» di Zevio, San Martino Buon Albergo e San Giovanni Lupatoto</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;">Il Wwf lancia l’allarme:<br />
&#8220;L’Adige non si tocchi&#8221;</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piero Taddei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amadio: «Venezia tace da mesi, la quiete prima della tempesta? Scavare ghiaia qui ucciderebbe la flora autoctona del parco»</strong></p>
<div style="text-align: justify;">
<ul>
<li>Mercoledì 01 Settembre 2010</li>
<li>PROVINCIA,</li>
<li>pagina 19</li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="javascript:zoom_jpg('GONJPG/201009/ALTE/01_19_are_f1_398.jpg','1700054','20100901','PROVINCIA','512','338');"><img src="http://clic.larena.it/GiornaleOnLine/Arena/GONJPG/201009/BASSE/01_19_are_f1_398.jpg" alt="" width="120" /></a></p>
<div style="text-align: justify;">Il corso dell’Adige nella zona di Pontoncello, che si vuole trasformare in parco naturale</div>
<p style="text-align: justify;">Regimazione del fiume Adige: la quiete prima della tempesta? Se lo  chiede Averardo Amadio, già dirigente nazionale del Wwf e storico  esponente dell’associazione ambientalista veronese, a fronte del  silenzio di Venezia sul progetto di ricentralizzazione del corso del  fiume tra la località San Procolo e l’istituendo parco di Pontoncello su  territorio di tre Comuni: San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon  Albergo e Zevio. In un tratto di circa otto chilometri il riordino  idraulico che è stato proposto a tutela della sicurezza del fiume  prevede la movimentazione di 870 mila metri cubi di ghiaia e sabbia,  metà dei quali sarebbero venduti per pagare i lavori aggiudicati  attraverso la formula del progetto di finanza. I timori del Wwf  vengono dopo il «no» agli scavi a Pontoncello &#8211; 350 mila metri quadrati  di parco d’interesse regionale &#8211; espresso anche da parte di Legambiente e  dei tre Comuni interessati. Questi ultimi lo scorso aprile avevano  incontrato la commissione regionale di Via (Valutazione impatto  ambientale) e avevano chiesto scavi meno impattanti sul parco. Venezia  in quell’occasione ha preso atto della volontà, ma dopo mesi non è stata  espressa ad oggi nessuna nuova ufficiale. La situazione tiene il Wwf  con il fiato sospeso. Così Amadio torna ad agitare le acque:  «Inconcepibile prelevare ghiaia e sabbia da un fiume che già ne è  carente. Se poi passerà l’orientamento d’allontanare il corso dell’Adige  dalla riva destra, potrebbe essere la fine per le specie arboree  autoctone cresciute su quella parte di parco di Pontoncello, perché  verrebbe alterato l’equilibrio idrico del terreno su cui vivono». Dice  ancora Averardo Amadio: «Venezia prevede di ricentralizzare tra gli  argini il fiume, che ora scorre più vicino alla sponda destra, quando  attualmente a Pontoncello è di 150 metri la lingua di terra che separa  l’Adige dall’argine, una fascia di sicurezza che può finire erosa forse  in decenni. Quindi sarebbe sufficiente mettere massi ciclopici per  difendere l’argine e non ricorrere a interventi che alterano l’ambiente  fluviale. Tra l’altro gli scavi contraddirebbero proprio quanto la  Regione ha indicato: Adige come corridoio biologico da far sopravvivere  attraverso un progetto di rinaturalizzazione dei luoghi e la  valorizzazione dei paesaggi urbani e rurali attraversati». È previsto  che gli scavi proposti come opera a tutela della sicurezza idraulica  del fiume si svolgano nell’arco di cinque anni. «Chi in questo lungo  arco di tempo controllerebbe il flusso di camion necessari a portare  altrove il materiale?», si chiede concludendo le proprie osservazioni  l’autorevole esponente del Wwf, paventando la possibilità di  asportazioni oltre alle quantità consentite.</p>
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		<title>Il ritorno delle grandi dighe</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Il RITORNO DELLE GRANDI DIGHE Una grave minaccia al futuro dei popoli indigeni&#8221;
E&#8217; questo il titolo del nuovo e documentato rapporto dell&#8217;organizzazione Survaival International che ben riassume l’impatto devastante che il ritorno delle grandi dighe idroelettriche sta avendo sui popoli indigeni e tribali della terra.
Citando casi in Asia, Africa e Americhe, il rapporto sottolinea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a id="tribe-header" href="http://www.survival.it/popoli/aborigeni"><img class="alignleft" src="http://assets.survivalinternational.org/tribe_headers/257/it-abor-q_original.jpg" alt="It-abor-q_original" width="348" height="164" /></a><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Rapporto_Survival_Grandi_Dighe.pdf"><span style="color: #0000ff;"><strong>&#8220;Il RITORNO DELLE GRANDI DIGHE Una grave minaccia al futuro dei popoli indigeni&#8221;</strong></span></a><br />
E&#8217; questo il titolo del nuovo e documentato rapporto dell&#8217;organizzazione <a href="http://www.survival.it/"><span style="color: #0000ff;"><strong>Survaival International</strong></span></a> che ben riassume l’impatto devastante che il ritorno delle grandi dighe idroelettriche sta avendo sui popoli indigeni e tribali della terra.<br />
Citando casi in Asia, Africa e Americhe, il rapporto sottolinea gli altissimi costi umani e ambientali dell’energia “pulita” generata dai grandi impianti idroelettrici. Oggi la corsa alla costruzione di enormi dighe ha assunto la forma di un vero e proprio nuovo &#8220;boom&#8221;. La Banca Mondiale, che negli anni 90 aveva adottato una politica molto prudente cessando di finanziare il settore idroelettrico, sta oggi ritornando sui suoi passi. Sono ben 11 i miliardi di dollari che la Banca sta investendo per la realizzazione di 211 progetti idroelettrici ad alto rischio e rendimento in vari paesi del mondo.  L’impatto delle grandi dighe sull&#8217;ambiente e soprattutto sui popoli indigeni e tribali dei luoghi è spesso taciuto e profondissimo. Questo rapporto ci aiuta a capire meglio quello che oggi sta accadendo  e i  grandi interessi che spesso stanno dietro a questi faraonici progetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;introduzione del rapporto:<br />
<em><br />
&#8220;Le dighe idroelettriche hanno portato immense sofferenze ai popoli indigeni che, oltretutto, raramente possono godere dei loro potenziali benefici.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I finanziamenti e il sostegno internazionali garantiti alla costruzione di nuove dighe cominciarono a diminuire alla fine del XX secolo, quando gli impatti negativi di progetti idroelettrici mal ideati e mal eseguiti divennero sempre più evidenti.</em> <em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dieci anni fa, la Commissione Mondiale sulle Dighe riconobbe che le grandi dighe avevano “portato impoverimento e sofferenza a milioni di individui”, e stabilì standard e linee guida molto fermi per la realizzazione delle opere future &#8211; tra cui la necessità di subordinare i progetti al consenso libero, prioritario e informato dei popoli tribali coinvolti.</em> <em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;entusiasmo per le grandi dighe sta tuttavia riemergendo oggi, sospinto dalla lobby internazionale delle dighe impegnata con tutte le sue forze a dipingere la propria industria come una panacea al problema dei cambiamenti climatici. La lezione dolorosamente appresa nel scorso secolo è stata ignorata e i popoli indigeni di tutto il mondo si ritrovano nuovamente messi da parte, con i loro diritti violati e le loro terre distrutte.&#8221;</em> <em><br />
</em><br />
Per scaricare il rapporto di Survival International clicca <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Rapporto_Survival_Grandi_Dighe.pdf"><span style="color: #0000ff;"><strong>QUI</strong></span></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <a href="http://www.survival.it/intervieni"><span style="color: #0000ff;"><strong>passare ora all&#8217;azione</strong></span></a> e fare qualcosa per impedire che questo accada puoi:</p>
<ul>
<li>Scrivere una lettera cliccando <a href="http://www.survival.it/intervieni/lettere"><span style="color: #0000ff;"><strong>qui</strong></span></a></li>
<li>Firmare una petizione cliccando <a href="http://www.survival.it/intervieni/petizioni"><span style="color: #0000ff;"><strong>qui</strong></span></a> <span style="color: #0000ff;"><strong> </strong></span></li>
</ul>
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		<title>Concerti e mostra fotografica per l&#8217;acqua a Villafranca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti, incontri ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News da Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Impulsi]]></category>
		<category><![CDATA[concorso fotografico]]></category>
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		<category><![CDATA[obiettivo acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">
<p>L&#8217;Associazione Culturale &#8220;IMPULSI&#8221; di Villafranca organizza, con il sostegno di diverse realtà associative del territorio veronese, due serate di concerti e una mostra di foto raccolte per il concorso fotografico &#8220;Obiettivo Acqua&#8220;.</p>
<p>Per info e programma della serate: www.associazioneimpulsi.com</p>
<p>Per scaricare la locandina dell&#8217;evento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="width: 450px;" src="http://impulsiaps.altervista.org/img/iniziative/LQ/LOCANDINA_LIQUIDA.jpg" alt="liquida2010" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p>L&#8217;Associazione Culturale &#8220;IMPULSI&#8221; di Villafranca organizza, con il sostegno di diverse realtà associative del territorio veronese, due serate di concerti e una mostra di foto raccolte per il <a href="http://impulsiaps.altervista.org/index/?q=node/191"><span style="color: #0000ff;"><strong>concorso fotografico &#8220;Obiettivo Acqua</strong></span></a>&#8220;.</p>
<p>Per info e programma della serate: <a href="http://impulsiaps.altervista.org/index/"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.associazioneimpulsi.com</strong></span></a></p>
<p>Per scaricare la locandina dell&#8217;evento clicca <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/LOCANDINA-LIQUIDA.pdf"><span style="color: #0000ff;"><strong>qui</strong></span></a></p>
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		<title>Emmaus porta l’acqua in un villaggio in Africa</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 06:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ValentinaZuccher</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[benin]]></category>
		<category><![CDATA[emmaus]]></category>
		<category><![CDATA[jean rousseau]]></category>
		<category><![CDATA[lago nokouè]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo con piacere questo articolo sul progetto che Emmaus internazionale sta seguendo in Benin. La comunità Emmaus di Villafranca è impegnata nel Comitato Veronese Acqua Bene Comune e porta la sua esperienza sulla questione dell&#8217;acqua nei paesi del sud del mondo. Presto avremo modo di conoscere gli ultimi dettagli del progetto a Naturalmente Verona il 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>Pubblichiamo con piacere questo articolo sul progetto che Emmaus internazionale sta seguendo in Benin. La comunità <strong>Emmaus di Villafranca</strong> è impegnata nel <strong>Comitato Veronese Acqua Bene Comune</strong> e porta la sua esperienza sulla questione dell&#8217;acqua nei paesi del sud del mondo. Presto avremo modo di conoscere gli ultimi dettagli del progetto a <a href="http://www.naturalmenteverona.org/territori-in-movimento/" target="_blank">Naturalmente Verona il 3 ottobre</a>, nella conferenza che stiamo organizzando.</address>
<address>Alcuni di noi andranno anche direttamente sul posto per conoscere il progetto da vicino e instaurare un contatto diretto con questa positiva esperienza. Vi faremo sapere!<br />
</address>
<blockquote><p>L&#8217;Arena Martedì 24 Agosto 2010 PROVINCIA Pagina 28</p>
<h3>VILLAFRANCA. La comunità presieduta da Renzo Fior impegnata ad Ahomey-Ggblon in Benin</h3>
<h2><strong>Emmaus porta l’acqua in un villaggio in Africa</strong></h2>
<p><em>Realizzato un impianto che serve ottomila persone che vivono in palafitte vicino al lago Nokouè Convogliati i fondi del mercatino</em></p>
<p>Mentre in Italia si discute per il referendum sull’acqua da conservare come bene pubblico, la com,unità Emmaus di Villafranca è volata in Africa, per inaugurare un pozzo sul lago Nokouè, in Benin. Il 6 luglio il movimento internazionale, presieduto da Jean Rousseau, ha tagliato il nastro del sistema di distribuzione idrica realizzato, in poco più di un anno, nel villaggio Ahomey-Ggblon. Qui vivono ottomila persone in un agglomerato di palafitte di legno e foglie, che possono ora disporre di acqua corrente in corsa dritta alle loro capanne. Nel frattempo, hanno appreso le norme basilari per la gestione di un’opera idraulica, fondando un’associazione di famiglie, con tanto di presidente e consiglio di amministrazione, per gestire il servizio idrico.</p>
<p>Da tempo il movimento di Emmaus è impegnato nella raccolta di fondi per realizzare pozzi e fontane in otto villaggi attorno al lago africano. Si tratta di un progetto che costerà complessivamente cinque milioni di euro e porterà l’acqua a 80mila persone. Il piano prevede che le opere siano completate entro il 2015.</p>
<p>Emmaus Villafranca e il movimento nazionale, presieduti entrambi da Renzo Fior, hanno fatto attività di promozione e raccolta fondi, fiancheggiando le comunità africane nella realizzazione del progetto idrico.</p>
<p>«Nel complesso», spiega Fior, «è stato costruito un pozzo, che pompa l’acqua in una cisterna. Da qui, viene distribuita in dodici fontane posizionate nel villaggio e a quattro latrine. Le acque nere ora possono essere raccolte in cisterne, che saranno svuotate da appositi barconi. In tal modo nulla sarà più riversato nel lago, preservando l’ambiente».</p>
<p>Da Villafranca sono partiti anche 80mila euro, ottenuti con le vendite del mercatino dell’usato e raccolte straordinarie. La comunità ha fatto da tramite anche per convogliare lo stanziamento di duecentomila euro, offerto dalla fondazione San Zeno di Verona.</p>
<p>Il lavoro è stato complesso. Materiali e attrezzature sono stati portati sino alla riva del lago, quindi, caricati su barconi e scaricati sull’altro versante a mano.</p>
<p>I manufatti sono stati realizzati tutti in sopraelevata in modo da essere raggiungibili anche nei momenti di piena, quando il lago sommerge Ahomey Ggblon.</p>
<p>Il debutto dell’acqua è stata una festa per l’intero villaggio. Nugoli di bambini si sono avvicinati, accerchiando le donne che, con in canestri sul capo, hanno inaugurato le fontane. Venticinque persone, infine, festeggiano un nuovo lavoro: si occuperanno della gestione del sistema idrico.</p></blockquote>
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		<title>Gestione dei servizi idrici, chiesta la moratoria</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 12:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forti del consenso popolare ottenuto nella campagna referendaria &#8220;L&#8217;Acqua non si vende&#8221; conclusasi agli inizi di luglio, il nostro Comitato, in coordinamento con i Comitati Veneti per l&#8217;Acqua Pubblica, ha preso in questi giorni &#8220;carta e penna&#8221; e ha scritto una lettera a tutti i Sindaci e Consigli Comunali veronesi, al Presidente della Provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">F<a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.digi.to.it/public/image/carta%2520e%2520penna.jpg&amp;imgrefurl=http://aldobonaventura.blogspot.com/2009_09_01_archive.html&amp;usg=__AZ_T98W8wCfqvrNxVUeJdXJYGm8=&amp;h=550&amp;w=725&amp;sz=150&amp;hl=it&amp;start=459&amp;sig2=jBT0FYn2roztnXtTb0Q8tg&amp;zoom=1&amp;tbnid=QFaEwieyoLlCnM:&amp;tbnh=140&amp;tbnw=212&amp;ei=SXRuTPWJPMGP4gaD0pzeCA&amp;prev=/images%3Fq%3Dfoto%2Bdi%2Buna%2Bpenna%2Be%2Bfoglio%26um%3D1%26hl%3Dit%26lr%3Dlang_it%26sa%3DX%26biw%3D1280%26bih%3D801%26tbs%3Disch:1,lr:lang_1it&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;iact=hc&amp;vpx=145&amp;vpy=499&amp;dur=38&amp;hovh=195&amp;hovw=258&amp;tx=133&amp;ty=131&amp;oei=TnNuTKAxx5PiBqbSjN8I&amp;esq=47&amp;page=19&amp;ndsp=26&amp;ved=1t:429,r:7,s:459"><img id="rg_hi" class="rg_hi alignleft" style="width: 258px; height: 195px;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ01ZLurNP85yyKxpuF8HS8lIY8gdnQmy8GFTDdG-ZmJKwE0TY&amp;t=1&amp;usg=__JoygMZxyfh5mrUW7NGdPMlbKZp8=" alt="" width="258" height="195" /></a>orti del consenso popolare ottenuto nella campagna referendaria <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/"><span style="color: #0000ff;"><strong>&#8220;L&#8217;Acqua non si vende&#8221;</strong></span></a> conclusasi agli inizi di luglio, il nostro Comitato, in coordinamento con i Comitati Veneti per l&#8217;Acqua Pubblica, ha preso in questi giorni &#8220;carta e penna&#8221; e ha scritto una <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Lettera-moratoria-comuni.doc"><span style="color: #0000ff;"><strong>lettera</strong></span></a> a tutti i Sindaci e Consigli Comunali veronesi, al Presidente della Provincia e al Consiglio Provinciale e al Presidente dell&#8217;<a href="http://www.atoveronese.it/"><span style="color: #0000ff;"><strong>ATO veronese</strong></span></a>.<br />
Motivo della lettera è la richiesta di sostegno ad un provvedimento normativo di moratoria su tutti i procedimenti attuativi previsti dalle norme vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi idrici ed, in particolare, dell&#8217;art. 23 bis della Legge n. 133/2008, in quanto oggetto di prossima consultazione referendaria.<br />
La lettera inviata fa seguito ad un&#8217;analoga richiesta che è stata avanzata dal Coordinamento Nazionale Promotore del Referendum al Governo, ai Presidenti e ai Capigruppo di Camera e Senato.<br />
Come Coordinamento Veneto dei Movimenti per l&#8217;Acqua la lettera è stata inviata anche al Presidente, alla Giunta e al Consiglio Regionale.<br />
Come la<a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/?p=1787"><span style="color: #0000ff;"><strong> recente vicenda lombarda insegna</strong></span></a>, in questi ultimi mesi e settimane stiamo assistendo di fatto ad un&#8217;accelerazione dei processi di privatizzazione in molte zone del nostro paese.<br />
Noi crediamo, al contrario, che, proprio in virtù dell&#8217;ampia adesione che la campagna referendaria ha saputo raccogliere, (1.400.000 firme in tutta Italia, più di 125.000 nel Veneto e 26.500 a Verona); sia necessario ora che Governo, Istituzioni ed Enti Locali, prendendo atto di questo precisa volontà popolare, promuovano e sostengano una moratoria sui procedimenti attuativi previsti dalle attuali normative in materia di servizi idrici. E&#8217; necessario aspettare l&#8217;esito referendario prima di ogni decisione in merito, tanto più che sono ben 7 le regioni italiane che hanno presentato ricorso per illegittimità dell&#8217;art 15 del decreto-legge 25/09/2009, n. 135, convertito poi in legge il 20 novembre 2009.<br />
Il periodo  della &#8220;moratoria&#8221; potrebbe essere per tutto il paese un&#8217;utile e preziosa occasione di approfondimento e soprattutto di partecipazione, attraverso un ampio confronto e dibattito pubblico, che prepari il cittadino al voto referendario.</p>
<p>Per approfondimenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Leggi <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Lettera-moratoria-comuni.doc"><span style="color: #0000ff;"><strong>qui</strong></span></a> la lettera spedita a tutti i Sindaci e Consigli Comunali veronesi</li>
<li>Leggi <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Lettera-moratoria-provincie.doc"><span style="color: #0000ff;"><strong>qui</strong></span></a> la lettera spedita al Presidente della Provincia e al Consiglio Provinciale</li>
<li style="text-align: justify;">Leggi <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Lettera-moratoria-ATO.doc"><span style="color: #0000ff;"><strong>qui</strong></span> </a>la lettera spedita al Presidente dell&#8217;ATO Veronese</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Leggi <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Articolo-del-7.08.2010-su-LArena.doc">qui</a> </strong></span>l&#8217;articolo pubblicato su &#8220;L&#8217;Arena&#8221; dopo la<a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/?p=1769"> <span style="color: #0000ff;"><strong>conferenza stampa</strong></span></a> organizzata dal nostro Comitato per presentare l&#8217;iniziativa.</p>
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		<title>La democrazia dell&#8217;acqua e l&#8217;economia dei cowboy</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 08:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo il bell&#8217;articolo di Vandana Shiva uscito su &#8220;La Repubblica&#8221;, che ci ricorda  ancora un volta come una gestione collettiva, partecipata e decentrata del bene comune acqua, sia l&#8217;unica strada percorribile se vogliamo davvero preservare questa risorsa e con essa la Vita dell&#8217;intero pianeta Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">19 agosto 2010 &#8220;La Repubblica&#8221;</p>
La democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.strie.it/immagini/vandana.jpg&amp;imgrefurl=http://www.strie.it/agri_rinascimento_Vandana.html&amp;usg=__yDTPdj7bldgrWjz2sBEwGGgdNk4=&amp;h=400&amp;w=400&amp;sz=20&amp;hl=it&amp;start=53&amp;sig2=F7nOrtuV5zPH4z-UsWao6g&amp;zoom=1&amp;tbnid=BpXlPEWF4npFVM:&amp;tbnh=155&amp;tbnw=165&amp;ei=kz5uTIywHdW6jAehttX7CA&amp;prev=/images%3Fq%3Dfoto%2Bdi%2Bvandana%2Bshiva%26um%3D1%26hl%3Dit%26lr%3Dlang_it%26sa%3DX%26biw%3D1280%26bih%3D801%26tbs%3Disch:1,lr:lang_1it&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;iact=hc&amp;vpx=1016&amp;vpy=474&amp;dur=214&amp;hovh=225&amp;hovw=225&amp;tx=146&amp;ty=77&amp;oei=hD5uTNXpM4iH4Qbh74DTCQ&amp;esq=3&amp;page=3&amp;ndsp=27&amp;ved=1t:429,r:13,s:53"><img id="rg_hi" class="rg_hi alignleft" style="width: 225px; height: 225px;" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR2jqZS4oCmqQWwQxHJiIxqykJzuhye3GDslHl5pZ2mgN8cr0U&amp;t=1&amp;usg=__jO52b5wjp5Mi1o8gz37RZyiBofM=" alt="" width="225" height="225" /></a>Pubblichiamo il bell&#8217;articolo di<a href="http://erewhon.ticonuno.it/riv/societa/shiva/vandana.htm"><span style="color: #0000ff;"><strong> Vandana Shiva</strong></span></a> uscito su &#8220;La Repubblica&#8221;, che ci ricorda  ancora un volta come una gestione collettiva, partecipata e decentrata del bene comune acqua, sia l&#8217;unica strada percorribile se vogliamo davvero preservare questa risorsa e con essa la Vita dell&#8217;intero pianeta Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">19 agosto 2010 &#8220;La Repubblica&#8221;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>La democrazia dell&#8217;acqua e l&#8217;economia dei cowboy</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><em> <strong>&#8220;La creazione di un mercato non gestito dalla collettività ci  riporta al far west&#8221;.		&#8220;Non possiamo diventare egoisti nell´uso delle  risorse della natura&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> di VANDANA SHIVA</strong><!-- inizio FOTO1 --><!-- fine FOTO1 --></p>
<p><!-- inizio TESTO --></p>
<p style="text-align: justify;">Ci troviamo di fronte a una crisi idrica globale, che minaccia di peggiorare nei prossimi decenni; e man mano che la crisi si aggrava proseguono gli sforzi per ridefinire il concetto di diritti idrici. Un passo storico è avvenuto il 28 luglio, quando le Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione che recita così: &#8220;L&#8217;acqua è una risorsa limitata e un bene pubblico fondamentale per la vita e la salute. Il diritto a disporre di acqua è indispensabile per condurre una vita dignitosa. È un prerequisito per la realizzazione di altri diritti dell&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;economia globalizzata trasforma sempre di più la definizione dell&#8217;acqua da proprietà comune a bene privato, da estrarre e rintracciare senza limiti. L&#8217;ordine economico globale esige la rimozione di tutti i vincoli, la deregolamentazione dell&#8217;uso dell&#8217;acqua e la creazione di mercati dell&#8217;acqua. I fautori del libero scambio delle risorse idriche considerano i diritti di proprietà privata l&#8217;unica alternativa alla proprietà pubblica, e il libero mercato l&#8217;unico sostituto della regolamentazione burocratica delle risorse idriche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acqua deve rimanere, più di qualsiasi altra risorsa, un bene pubblico e dev&#8217;essere gestita dalla collettività. Nella maggior parte delle società l&#8217;acqua era ed è un bene che non può essere posseduto da privati. Testi antichi come le Istituzioni di Giustiniano dimostrano che l&#8217;acqua e altre risorse naturali sono beni pubblici: &#8220;Per legge di natura queste cose sono comuni all&#8217;umanità:  l&#8217;aria, l&#8217;acqua corrente, il mare e di conseguenza la riva del mare&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><script src="http://www.repubblica.it/javascript/adtags/jx_speciale.js" type="text/javascript"></script> <script src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/ambiente/interna/1828763369@Middle"></script></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arrivo delle moderne tecnologie di estrazione dell&#8217;acqua ha accresciuto il ruolo dello Stato nella gestione delle risorse idriche. Soppiantando i metodi di autogestione, queste tecnologie hanno inflitto un duro colpo alle strutture democratiche per la gestione delle risorse idriche, che giocano un ruolo sempre meno importante nella conservazione. La globalizzazione e la privatizzazione delle risorse idriche stanno erodendo i diritti della popolazione e la proprietà collettiva si sta trasformando in proprietà delle grandi aziende. Le comunità di persone reali, con bisogni reali, vengono messe da parte nella corsa alla privatizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La spinta a privatizzare le risorse idriche comuni nasce da quella che io chiamo &#8220;l&#8217;economia del cowboy&#8221;: se arrivi per primo in un posto hai il diritto assoluto di stuprare, saccheggiare, inquinare. Non hai nessun dovere verso i tuoi vicini, verso quelli che sono venuti prima di te, verso gli abitanti del luogo o quelli che sono venuti dopo di te. È interessante osservare che gli attuali tentativi di privatizzazione e queste leggi da far west sulle risorse idriche sono visti come un modello dal Cato Institute, un istituto di ricerca della destra americana: &#8220;Dalla frontiera occidentale, in particolare dai giacimenti minerari, sono nate la dottrina dell&#8217;appropriazione preventiva e le basi della commercializzazione dell&#8217;acqua. Questo sistema ha offerto gli ingredienti fondamentali per un mercato efficiente dell&#8217;acqua, dove i diritti di proprietà sono ben definiti, rispettati e trasferibili&#8221;. (T. Anderson e P. Snyder).</p>
<p style="text-align: justify;">La tendenza attuale a estendere l&#8217;economia del cowboy a livello globale è la ricetta ideale per distruggere le scarse risorse idriche mondiali e per escludere i poveri dal diritto all&#8217;acqua. Dal momento che l&#8217;acqua cade sulla terra in modo disomogeneo, dal momento che ogni essere vivente ha bisogno dell&#8217;acqua, la gestione decentralizzata e la proprietà democratica sono gli unici sistemi efficienti, sostenibili ed equi per il sostentamento di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un elemento fondamentale della filosofia indiana, essenziale per la giustizia sociale, è l&#8217;uso accorto e morigerato delle risorse. Secondo un antico testo indiano, le Ishopanishad: &#8220;Un uomo egoista nell&#8217;usare le risorse della natura per soddisfare i propri bisogni crescenti non è nient&#8217;altro che un ladro, perché usare le risorse al di là del proprio bisogno vuol dire usare risorse a cui altri hanno diritto&#8221;. E come disse con straordinaria concisione il Mahatma Gandhi: &#8220;La terra offre abbastanza per i bisogni di ciascuno, ma non per l&#8217;avidità di ciascuno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre lo Stato e oltre il mercato c&#8217;è la forza della partecipazione collettiva. Oltre le burocrazie e oltre il potere delle aziende c&#8217;è la promessa della democrazia idrica.</p>
<p><em>(Traduzione di Fabio Galimberti)</em></p>
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		<title>Sono 20 i Comuni veronesi che hanno approvato la delibera &#8220;Acqua Bene Comune&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 06:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;approvazione del Comune di Buttapietra della delibera &#8220;L&#8217;acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico&#8221; sono ben 20 i Comuni veronesi (vd. elenco più sotto) che hanno affermato il principio che l&#8217;acqua è un diritto umano universale e un bene comune pubblico e come tale deve essere considerato privo di rilevanza economica.
Ma c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Con l&#8217;approvazione del Comune di Buttapietra della delibera<span style="color: #0000ff;"><strong> <a href="http://acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera.rtf"></a></strong></span><a href="http://acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera.rtf"><span style="color: #0000ff;"><strong>&#8220;L&#8217;acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico&#8221;</strong></span></a> sono ben 20 i Comuni veronesi (vd. elenco più sotto) che hanno affermato il principio che l&#8217;acqua è un diritto umano universale e un bene comune pubblico e come tale deve essere considerato privo di rilevanza economica.<br />
Ma c&#8217;è anche chi dice &#8220;no&#8221; è vota contro.<br />
E&#8217; accaduto a Cerro Veronese, dove la delibera presentata dalla minoranza in Consiglio Comunale, è stata respinta dopo ampia discussione. Se, effettivamente, come sembra dall&#8217;articolo pubblicato su &#8220;L&#8217;Arena&#8221;, una delle ragioni che ha portato la maggioranza del Consiglio ad esprimere un voto contrario, è quella della necessità di approfondire meglio insieme alla stessa cittadinanza i temi e le questioni espresse nella mozione, noi come Comitato Acqua Bene Comune siano disponibili a prendere parte ad un dibattito e confronto pubblico. L&#8217;esperienza fatta di questi anni, ci ha infatti convinto sempre più dell&#8217;importanza di creare occasioni di informazione e momenti di dialogo con le persone, affinché la consapevolezza, coscienza e la stessa corresponsabilità e partecipazione sui temi come i &#8220;beni comuni&#8221; in generale e l&#8217;acqua in particolare, diventino sempre più patrimonio diffuso e condiviso dalle singole persone e dalle stesse comunità.</div>
<p>&#8220;L&#8217;ARENA&#8221; Domenica 15 Agosto 2010 PROVINCIA Pagina 31</p>
<p><strong>BUTTAPIETRA. In Consiglio comunale</strong></p>
<h3><strong>C’è il voto unanime per l’acqua «bene pubblico»</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’amministrazione si schiera con chi frena la privatizzazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Comune si impegna nella difesa della gestione pubblica dell&#8217;acquedotto. I consiglieri comunali, infatti, hanno votato all&#8217;unanimità una delibera con cui dichiarano che l&#8217;acqua «è un bene comune, indispensabile per la vita». Il provvedimento, che è stato proposto dal sindaco Gian Paolo Pighi, si collega alla protesta, appoggiata anche da molte altre amministrazioni della provincia di Verona oltre che da molte realtà a livello nazionale, per impedire la privatizzazione del servizio pubblico di distribuzione dell&#8217;acqua potabile, oggi nella nostra provincia gestito da Acque Veronesi.<br />
Tale possibilità era stata individuata con il decreto legge introdotto il 25 settembre del 2009, noto come «decreto di privatizzazione dell&#8217;acqua».<br />
Il provvedimento del governo, nel dare attuazione alle norme dell&#8217;Unione europea in materia, prevede la cessione ai privati di servizi pubblici di rilevanza economica. Tra questi, appunto, può rientrare anche quello della distribuzione dell&#8217;acqua.<br />
L&#8217;assemblea civica di Buttapietra ha ritenuto necessaria «una rinnovata iniziativa politica da parte dei sindaci, i quali non possono sottrarsi all&#8217;obbligo di predisporre e organizzare il servizio idrico, in quanto autorità responsabili dell&#8217;igiene e della salute dei cittadini».<br />
Il Consiglio comunale inoltre si è impegnato, assieme alla giunta e al primo cittadino, ad «adottare tutte le azioni politiche, tecniche, giuridiche ed anche amministrative che rientrano nelle proprie competenze, per la tutela della gestione pubblica del ciclo delle acque».<br />
L&#8217;amministrazione comunale provvederà, inoltre, a favorire nel territorio la diffusione di una cultura «di salvaguardia» delle risorse idriche, e promuoverà di conseguenza campagne di informazione sul risparmio dell&#8217;acqua.<br />
Infine, il Consiglio comunale ha chiesto che «nelle sedi comunitarie e nazionali venga riconosciuto a livello normativo che la gestione del servizio idrico locale è priva di rilevanza economica. È una prestazione essenziale per garantire a tutti i cittadini l&#8217;accesso all&#8217;acqua e pari dignità umana».<br />
«Il privato non è garanzia di efficienza», ha sottolineato Daniele Conti, di Uniti per vivere il paese, «mentre il servizio pubblico ispira la propria azione a criteri di efficienza, solidarietà ed equità». F.T.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div>
<div>&#8220;L&#8217;ARENA&#8221; Sabato 14 Agosto 2010 PROVINCIA Pagina 25</div>
</div>
<p><strong>CERRO. Bocciata la mozione presentata dal consigliere Mandarà</strong></p>
<h3><strong>L’acqua bene pubblico non entra nello Statuto</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>«No» trasversale: servirebbe un dibattito allargato</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non entra nello Statuto comunale di Cerro la proposta di considerare l’acqua un diritto e non una merce, bene comune pubblico da conservare per le future generazioni e servizio privo di rilevanza economica. Si trattava di una mozione di cui si era fatto promotore il consigliere di minoranza Giancarlo Mandarà (Comitato nuovo Cerro) che si era attivato anche per la raccolta di firme a favore dei quesiti referendari proposti dal Forum per l’acqua bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1843"></span><br />
Se tutti i consiglieri erano d’accordo sulle enunciazioni di principio, solo due hanno votato con Mandarà (Riccardo Fornalè e Leonardo Scandola), si sono astenuti i consiglieri di maggioranza Antonio Bertaso, Paolo Garra e Davide Scala, mentre hanno votato contro gli altri, in una espressione trasversale fra i gruppi.<br />
Se infatti, per Andrea Bombieri, l’Unione europea favorisce la libera concorrenza e la legge contempla che tutte le forme di affidamento del servizio idrico debbano avvenire nel rispetto della proprietà pubblica dell’acqua, per Loredana Palumbo non ci sono elementi sufficienti nella mozione per pretendere una modifica dello statuto e la questione andrebbe approfondita ulteriormente. Sul tema dell’approfondimento si sono soffermati in tanti, dal sindaco Luca Scala, al consigliere Bertaso, all’assessore all’ambiente Massimo Beccherle, che si sono augurati un dibattito allargato ai cittadini sull’argomento, perché la materia è complessa e trova cittadini e amministratori impreparati ad affrontarla.<br />
Nello stesso Consiglio una variazione di bilancio per 52 mila euro e nella quale sono entrati varie voci, dalla nuova pavimentazione della scuola dell’infanzia, a contributi per un mezzo pick-up Nissan 4&#215;4, destinato alla Protezione civile e utilizzabile anche dal Comune, per la nuova rampa di accesso al municipio e per un mutuo per la sistemazione delle strade è stata approvata con l’astensione di Scandola e il voto contrario di Bombieri, Fornalé e Mandarà.<br />
Sulla modifica alle norme tecniche del Prg già adottata lo scorso novembre con la quale si tutelano i manufatti di interesse storico presenti sul territorio, come capitelli ed edicole, Bombieri ha motivato il voto contrario con il fatto che la questione meritava approfondimenti ma che fu adottata di gran fretta lasciando poi passare 7 mesi, dal termine per le osservazioni, per l’approvazione definitiva. «Sarebbe stato peggio non approvarla mai e il ritardo è dovuto a questioni più urgenti affrontate nel frattempo», ha detto il sindaco.<br />
All’unanimità è passata la proposta di acquisizione di un’area tra le vie Lombroso e Albrigi sulla quale di fatto il Comune già operava con la manutenzione, ma che non era mai stata registrata come comunale in seguito a una lottizzazione. «Ci sono altre situazioni del genere che andrebbero sanate», ha precisato l’assessore Gaetano Zanella, «ma la richiesta deve partire dai proprietari».<br />
Infine a un’interpellanza dei consiglieri Garra e Palumbo a proposito di un incontro in Comunità montana a cui il sindaco non ha partecipato, delegando il vice anziché loro due consiglieri legittimamente nominati, il sindaco ha risposto che l’invito era rivolto a lui e non potendo partecipare per ragioni di lavoro ha delegato il vicesindaco Rino Brunelli. Il tema dell’incontro erano i contributi per i Comuni confinanti con il Trentino di seconda fascia: «Non abbiamo perso nessun contributo perché non si è parlato di contributi ma solo di possibilità futura e di eventuali erogazioni», ha precisato il sindaco.V.Z.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elenco dei Comuni Veronesi che hanno approvato  delibere/ordine del giorno/mozioni sull&#8217;Acqua Bene Comune (clicca sul Comune per leggere il documento)</strong></p>
<ol>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/CC-22.09.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Bardolino</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/20100506144859_DCC016.pdf "><strong><span style="color: #0000ff;">Bonavigo</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera-serv.-privo-di-rilev.-econ.-Comune-di-Bussolengo-VR.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Bussolengo</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera1.rtf"><strong><span style="color: #0000ff;">Buttapietra</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/delibera.rtf"><strong><span style="color: #0000ff;">Castelnuovo del Garda</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera-serv.-privo-di-rilev.-econ.-e-ades.-Coord-naz.-EE.-LL.-Comune-di-Cavaion-Veronese-VR-1.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Cavaion Veronese</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera-serv.-idrico-privo-rilev.-econ.-Comune-di-Dolcè-VR.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Dolcè</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/O.D.G.-servizio-privo-rilev.-econ.-Com.-di-Fumane-VR.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Fumane</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/cc-14-mozione-servizi-pubblici-locali1.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Grezzana</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/CC411.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Isola della Scala</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/20100523125546_06-Ordine-del-giorno-su-servizio-idrico-integrato.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Nogarole Rocca</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera-adesione-Coord.-Naz.-e-servizio-privo-rilev.-econ.-Com.-Povegliano-Veronese-VR.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Povegliano Veronese</span></strong></a></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Ronco all&#8217;Adige (non ancora disponibile)<br />
</strong></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>San Bonifacio </strong></span><strong>(non ancora disponibile)</strong></li>
<li><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/delibera-acqua.pdf">San Martino Buon Albergo</a> (<a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/mozioneacqua1.pdf">mozione 1</a> <span style="color: #000000;">e</span> <a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/mozioneacqua2.pdf">mozione 2</a>)</span></strong></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/deliberaAcqua.pdf "><strong><span style="color: #0000ff;">Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/20100317183955_DCC016.pdf "><strong><span style="color: #0000ff;">Selva di Progno </span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera-adesione-Coord.-Naz.-e-servizio-privo-rilev.-econ.-Com.-di-Sommacampagna-VR.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Sommacampagna</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/Delibera2.rtf"><strong><span style="color: #0000ff;">Sona</span></strong></a></li>
<li><a href="http://www.acquabenecomuneverona.org/wp-content/uploads/2010/08/101_n.-40-06-04-2009.pdf"><strong><span style="color: #0000ff;">Valeggio sul Mincio</span></strong></a></li>
</ol>
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		<title>Ora il mare è più pulito&#8230;. ma grazie a un decreto legge</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 04:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sei italiani su dieci non andranno in vacanza. Ma potranno sempre tuffarsi  nelle acque inquinate sotto casa&#8230;un altro miracolo italiano!</p>
<p style="text-align: justify;">ESCAMOTAGE L’Italia si è adeguata a norme comunitarie, valide però  soprattutto per le acque fredde del Nord Europa. E così le spiagge  chiuse adesso riaprono.</p>
<p style="text-align: justify;">CI RISIAMO. L’anno scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.tuttogratis.it/foto_immagini_gratis/fotogallery/cartelli-pazzi-in-giro-per-il-mondo_2613_34.html"><img id="foto" class="alignleft" src="http://static.tuttogratis.it/fotogallery/600X351/34609/divieto-di-balneazione.jpg" alt="Divieto di balneazione" width="360" height="211" /></a>Sei italiani su dieci non andranno in vacanza. Ma potranno sempre tuffarsi  nelle acque inquinate sotto casa&#8230;un altro miracolo italiano!</p>
<p style="text-align: justify;">ESCAMOTAGE L’Italia si è adeguata a norme comunitarie, valide però  soprattutto per le acque fredde del Nord Europa. E così le spiagge  chiuse adesso riaprono.</p>
<p style="text-align: justify;">CI RISIAMO. L’anno scorso parlammo di come i laghi lombardi fossero  diventati improvvisamente puliti, grazie al ritocco al rialzo degli  indici tollerabili di inquinamento.<br />
Quest’estate è toccato ai mari che, secondo la denuncia di  Legambiente, sono stati ripuliti per decreto. L’associazione svela  infatti come decine di tratti di costa fino a marzo giudicati troppo  sporchi per ospitare bagnanti, sono stati invece riaperti grazie  all’<a href="http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=39174"><span style="color: #0000ff;"><strong>adozione</strong></span></a> di una <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:064:0037:01:IT:HTML"><span style="color: #0000ff;"><strong>direttiva europea</strong></span></a>, la 7 del 2006, che rende i  controlli di balneabilità meno stringenti. Mentre prima, in Italia, i  controlli avvenivano ogni quindici giorni e ogni due chilometri di  costa, ora basta un prelievo al mese e ogni qualche decina di chilometri.<br />
Se prima si controllavano dodici parametri biologici e  chimico-fisici, ora ne bastano due: la presenza sopra certi limiti di  Escherichia coli e di enterococchi. «Queste norme europee» dice Stefano  Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente «sono state pensate per  i mari del nord, dove la stagione balneare è breve, l’acqua fredda e  con più ricambio. Nel Mediterraneo la situazione è molto diversa».<br />
Ed ecco perché l’Italia, applicando la legge del 1982, ha sempre  previsto controlli più severi, diventando il membro Ue dalle acque più  sicure. Con le nuove norme, invece, già ventisette spiagge calabresi  sulle 33 chiuse nel 2009 sono state riaperte. Lo stesso per 14 campane,  compresa una al centro di Napoli (piazza Nazario Sauro) e alcune alla  foce del Sarno. Delle altre regioni non si sa: non hanno risposto alle  richieste di Legambiente. «Oltretutto l’Italia rischia pesanti sanzioni  per la mancanza di depuratori in 178 centri urbani» aggiunge Ciafani «Li  reclamavano gli operatori turistici. Ma adesso chi lo farà?»</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/"><span style="color: #0000ff;"><strong>controlacrisi.org</strong></span></a></p>
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		<title>Un progetto di studio delle risorse idriche nei comuni gardesani</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 10:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p lang="x-western">

<p>L&#8217;Azienda Gardesana Servizi (AGS) ha annunciato in questi giorni l&#8217;avvio di un progetto per lo studio e censimento delle fonti/risorse idriche nell&#8217;area gardesana.
Come Comitato accogliamo l&#8217;iniziativa con favore. Siamo convinti infatti che lo studio e la conoscenza del territorio è la premessa e condizione necessaria ed indispensabile per una buona gestione delle nostre acque, attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="x-western">
<div style="text-align: justify;">
<p><img class="alignleft" style="margin-top: 7px;" src="http://www.ags.vr.it/gfx/logo.gif" alt="AGS - Azienda Gardesana Servizi" width="175" height="82" /><big>L&#8217;<a href="http://www.ags.vr.it/index.asp"><span style="color: #0000ff;"><strong>Azienda Gardesana Servizi </strong></span></a>(AGS) ha annunciato in questi giorni l&#8217;avvio di un progetto per lo studio e censimento delle fonti/risorse idriche nell&#8217;area gardesana.<br />
Come Comitato accogliamo l&#8217;iniziativa con favore. Siamo convinti infatti che lo studio e la conoscenza del territorio è la premessa e condizione necessaria ed indispensabile per una buona gestione delle nostre acque, attraverso un uso sostenibile e progetti che ne mirino a preservarne la qualità e disponibilità per noi e soprattutto per tutti gli essere viventi e generazioni che verranno dopo di noi.</big></p>
<p>&#8220;L&#8217;ARENA&#8221; Venerdì 13 Agosto 2010 PROVINCIA Pagina 29</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>ALLA RICERCA DELL’ORO BLU. Iniziativa di Ags per censire e valutare la qualità delle fonti, in parte dimenticate, in venti Comuni</strong></p>
<h3 lang="x-western">Speleologi a caccia di nuove sorgenti</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tomei: «Possibile risparmiare energia se saranno trovate anche in alta quota risorse idriche che risultino davvero utilizzabili»</strong></p>
<p lang="x-western">
<p lang="x-western">
<div style="text-align: justify;">
<p>«È un progetto molto importante per l’Azienda gardesana servizi, e riguarda il censimento di tutte le sorgenti d’acqua esistenti in 20 Comuni. Se le cose andranno come pensiamo e speriamo, ci potrebbe essere la possibilità di un notevole risparmio energetico, ma anche di recuperare acqua potabile da sorgenti oggi inquinate o in totale disuso». A spiegarlo è il presidente dell’Ags, Alberto Tomei.</p>
<p>A pochi giorni dall’avvio del progetto affidato alla «Speleogarda società cooperativa», con la collaborazione della Provincia, visto che annovera lo stesso presidente, Giovanni Miozzi, tra i principali sostenitori, Tomei svela alcuni importanti dettagli dell’operazione.</p>
<p>«Abbiamo affidato ad alcuni speleologi che da anni si occupano di grotte anche dell’alto Garda, un lavoro che durerà fino a fine marzo del 2011. Quanto fatto il 28 luglio alla grotta Tanella di Pai è stato solo l’inizio del progetto “Fai vivere la sorgente”. Una prima pietra, insomma, che in realtà mira a censire circa 50 sorgenti dislocate in comuni non solo del Garda ma anche nel primo entroterra e della Valpolicella, tutti soci di Ags».</p>
<p>Gli speleologi, come si legge nel documento di incarico, hanno il compito di «recuperare dati e censire tutte le sorgenti», «realizzare una scheda tecnica per ciascuna di esse», «prelevare campioni di acqua e determinare le caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche, la temperatura, l’acidità, la durezza, la conducibilità» e tutti gli altri parametri necessari a capire se, come, da cosa e quanto sia inquinata o utilizzabile l’acqua analizzata. Tutti i dati saranno esaminati dall’Arpav, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale di Verona, e verranno «determinate eventuali cause di inquinamento con la valutazione di come fare per bonificarle».</p>
<p>Verrà inoltre realizzata una carta idrogeologica 1:25mila dell’area di indagine con la «definizione delle unità idrogeologiche, la direzione di circolazione delle acque superficiali, la portata delle sorgenti&#8230;» e sarà redatta una relazione finale che «servirà a capire come utilizzarle al meglio», ha proseguito Tomei.</p>
<p>Il costo della operazione non è molto elevato: con 30 mila euro, infatti, Ags riuscirà a garantirsi il pacchetto completo per tutti e 20 i Comuni e, soprattutto, «avremo la possibilità di conoscere e capire esattamente quale sia la situazione territorio per territorio».</p>
<p>«Se troveremo sorgenti in alta quota», ha proseguito Tomei, «e questo è ciò che più di tutti ci interessa, dovremmo riuscire a trovare acque relativamente pulite o che si potranno rendere magari potabili, da fare scendere a valle per gravità. Tutto ciò ci consentirà di utilizzare i pozzi esistenti solo in casi di emergenza, e di risparmiare quindi l’energia elettrica utilizzata finora per estrarre l’acqua».</p>
<p>Insomma: «Ags vuole cambiare volto e occuparsi di acqua a 360 gradi, e non solo del collettore fognario o degli acquedotti della maggioranza dei paesi aderenti», come fanno sapere ancora dalla sede di Peschiera.</p>
<p>Dello stesso avviso è anche il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi che ha aderito «con entusiasmo» alla proposta. «Sarebbe un vero peccato», aveva detto Miozzi a Pai, in occasione dell’avvio del progetto con le indagini alla grotta Tanella, «avere tante risorse e non sfruttarle nel modo più corretto».</p>
</div>
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		<title>Le logiche del mercato nella gestione dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 11:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabrizioGagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dall'Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[ACEA]]></category>
		<category><![CDATA[Ato 3 del Medio Valdarno]]></category>
		<category><![CDATA[consumi d'acqua]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ecco in un articolo di Andrea Palladino pubblicato in questi giorni su &#8220;Il manifesto&#8221; quello chè accaduto nell&#8217;ATO fiorentino quando sono le logiche di mercato  (e di profitto!!) a prevalere e a guidare i soggetti che hanno in gestione il bene acqua.</p>
Acqua. Strategia del risparmio
<p>di Andrea Palladino su &#8220;Il Manifesto&#8221;
</p>
<p style="text-align: justify;">Consumiamo meno acqua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img id="il_fi" class="alignleft" src="http://www.waybricolage.net/root/img/2%29Non_sprecate_150.jpg" alt="" width="200" height="150" />Ecco in un articolo di Andrea Palladino pubblicato in questi giorni su &#8220;Il manifesto&#8221; quello chè accaduto nell&#8217;ATO fiorentino quando sono le logiche di mercato  (e di profitto!!) a prevalere e a guidare i soggetti che hanno in gestione il bene acqua.</p>
<h2><span style="color: #0000ff;"><strong>Acqua. Strategia del risparmio</strong></span></h2>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #000000;">di Andrea Palladino su &#8220;Il Manifesto&#8221;<br />
</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Consumiamo meno acqua, ci dicono le statistiche.  Forse è la crisi,  forse sta accadendo che la cultura del risparmio delle  risorse  ambientali sta iniziando a prendere piede. La notizia potrebbe,  quindi,  essere più che positiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è probabile che essere più accorti  con l&#8217;acqua, controllando i  rubinetti, utilizzando le accortezze di buon  senso per non sprecare le  risorse idriche, sia una conseguenza più o  meno indiretta del lungo e  profondo lavoro del movimento per l&#8217;acqua  pubblica. Nei territori dove  sono attivi i comitati gli incontri di  sensibilizzazione hanno creato  una coscienza diffusa e solida:  ripubblicizzare vuol dire soprattutto  investire nel futuro  dell&#8217;ambiente.<br />
In realtà il risparmio idrico in  Italia &#8211; almeno in  alcune regioni &#8211; ha una storia quasi decennale. È  il caso della Toscana,  dove fin dai primi anni 2000 diverse campagne  d&#8217;informazione hanno  convinto i cittadini ad usare con più criterio il  rubinetto. Fatto che  non è piaciuto a Publiacqua, il gestore privato  delle risorse idriche  fiorentine. Meno acqua vendo &#8211; hanno spiegato i  manager &#8211; meno fatturo e  meno guadagno.<br />
Nel 2001 veniva approvato il  Piano d&#8217;Ambito, ovvero  il piano industriale del bacino fiorentino,  affidato alla società per  azioni partecipata da Acea. Si prevedeva che  nel 2005 il volume  dell&#8217;acqua venduta ai fiorentini dovesse raggiungere  i 92,5 milioni di  metri cubi, contro gli 89,8 del 2001. Un aumento che  andava in sostanza  ad incrementare il profitto di Publiacqua. Alla  prima revisione del  piano i tecnici si accorgono di aver esagerato,  perché tutta quell&#8217;acqua  a Firenze non serviva. Non solo. Nel 2006 il  gestore privato fa sapere  che i conti non tornano, perché qualcuno si  era messo in testa di  risparmiare. «A fine anno 2006 Publiacqua  comunica all&#8217;Autorità &#8211; spiega  un documento scritto dall&#8217;Ato 3 del  Medio Valdarno &#8211; un nuovo  aggiornamento dei dati sulla fatturazione,  che evidenzia per la prima  volta una forte contrazione dei volumi per  l&#8217;anno 2005. La società  comunica, inoltre, che la diminuzione dei  consumi per l&#8217;anno 2005, circa  2 milioni di mc, deriva essenzialmente  da una contrazione dei consumi  da parte delle utenze domestiche».  Ovvero le famiglie usavano, per la  prima volta, meno acqua. A questo  punto accade l&#8217;incredibile: visto che  si vende meno acqua e visto che  va rispettata la formula magica del  &#8220;ricavo garantito&#8221; per il gestore, i  prezzi vanno aumentati.<br />
Il  costo dell&#8217;acqua si basa su una formula  tanto semplice quanto micidiale.  Prendendo la variabile indipendente  del ricavo garantito per il  gestore, questo numero viene diviso per la  quantità di metri cubi  d&#8217;acqua erogati, ottenendo la tariffa media. È  evidente che, diminuendo  la quantità della merce venduta, il costo  unitario automaticamente sale.  Il sistema si chiama &#8220;metodo  normalizzato&#8221; ed ha una doppia filiazione:  il principio venne sancito  nel 1994 dalla legge Galli e reso esecutivo  con un decreto firmato  Antonio Di Pietro del 1996.<br />
È dunque evidente  come la gestione  industriale che i tre quesiti referendari dei movimenti  per l&#8217;acqua  pubblica vorrebbe abolire non può garantire il risparmio  dell&#8217;acqua.  Tutto il peso della responsabilità ambientale viene lasciata  sulle  spalle dei cittadini, che vengono penalizzati con aumenti delle   bollette quando attuano una gestione virtuosa dell&#8217;acqua. E non saranno   di certo le società per azioni a salvare il pianeta.</p>
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