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Ancora una volta Padre Alex Zanotelli torna a parlare di acqua attraverso le pagine della rivista mensile Nigrizia e un video. E’ un invito caloroso a continuare la nostra battaglia per – come afferma Padre Alex - “far nascere un movimento popolare che sappia spingere dal basso per riaffermare e riportare in alto i beni comuni fondamentali e inalienabili, riappropriandoci così delle nostre vite e della nostra storia”.
di Alex Zanotelli
Eravamo in tanti a Roma, in Piazza della Repubblica, lo scorso 20 marzo, alla partenza della manifestazione nazionale sull’acqua pubblica. Una bellissima giornata dell’acqua e un corteo entusiasmante, che ha attraversato la capitale ed è sfociato in Piazza Navona. Eravamo non meno di 100mila persone. Tre anni or sono avevamo fatto un’altra manifestazione a Roma per la raccolta di 400mila firme sulla legge d’iniziativa popolare sull’acqua pubblica, ma non eravamo così numerosi.
Vuol dire che il “problema acqua” comincia a catturare l’attenzione dell’opinione pubblica. Vuol dire che sempre più gente ha voglia di darsi da fare, di lottare.
Ciò che ha riunito così tanta gente è un fatto preciso: non siamo assolutamente d’accordo con la privatizzazione dell’acqua, messa in campo dal governo. Quella che è chiamata “legge Ronchi” non la possiamo proprio accettare.
Riteniamo che privatizzare l’acqua sia come pensare di privatizzare la madre. Perché l’acqua è la madre. L’acqua è vita. Ed è con questa convinzione che abbiamo attraversato Roma. Un lungo pellegrinaggio scandito da tanti slogan. Ne voglio ricordare due: “Fuori l’acqua dal mercato” e “Fuori il profitto dall’acqua”.

