Forti del consenso popolare ottenuto nella campagna referendaria “L’Acqua non si vende” conclusasi agli inizi di luglio, il nostro Comitato, in coordinamento con i Comitati Veneti per l’Acqua Pubblica, ha preso in questi giorni “carta e penna” e ha scritto una lettera a tutti i Sindaci e Consigli Comunali veronesi, al Presidente della Provincia [...]
Ecco il comunicato stampa che abbiamo inviato ai media per la conferenza stampa del Comitato Promotore del Referendum per l’Acqua Puubblica prevista per venerdì 6 agosto alle ore 12.00 presso la sede della Legambiente di Verona.
Qui di seguito trovate il saluto che la nostra delegazione veneta ha portato durante l’iniziativa pubblica organizzata in Piazza Navona a Roma.
Saluto dal Veneto
Portiamo qui il saluto del Veneto, 100.000 firme raccolte in una Regione che ha dimostrato di non essere solo un territorio in cui il legame con la terra viene strumentalmente utilizzato per evocare un discorso egoista e di chiusura.
Con questi centomila SI’ abbiamo detto che si possono difendere i nostri beni comuni in una chiave universalistica e di solidarietà umana.
Portiamo i saluti di Vicenza dove la difesa dell’acqua si è intrecciata con la conquista del Parco della Pace, come tappa che ha definitivamente smontato l’idea di costruire al Dal Molin il più grande aeroporto militare di tutta Europa, dove la difesa della più grande falda acquifera del Veneto continuerà ad essere uno dei modi per contestare la base militare e difendere il territorio.
Portiamo il saluto da Belluno dove la difesa dell’acqua afferma oggi il rifiuto a nuovi Vajont, che si possono verificare quando si vogliono imbrigliare i corsi dei fiumi per trarne profitto.
Portiamo il saluto di Verona e Treviso, che hanno dimostrato di non essere solo le città del razzismo istituzionale, ma che invece sono ricche di donne e uomini che vogliono difendere il loro territorio come diritto universale.
Portiamo il saluto di Rovigo dove, come in tutta la regione, la difesa dell’acqua si unisce all’assurda riproposizione del nucleare.
Portiamo il saluto di Padova, dove dire “Acqua bene comune” significa contestare chi, da sinistra, sostiene che le Spa pubbliche quotate in Borsa siano la strada da percorrere.
Portiamo il saluto di Venezia, città d’acqua, fin da subito in prima linea in questa battaglia.
La strada che abbiamo percorso in questi mesi è stata fatta insieme a tanti, diversi, costruendo quegli spazi pubblici dell’azione politica di cui oggi c’è tanto bisogno.
Un milione e quattrocentomila donne e uomini che sottoscrivono i tre referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua rappresentano una piccola grande rivoluzione.
Come tale, provoca immediato spavento nei poteri forti e in un quadro politico-istituzionale non avvezzo all’idea che possa esistere una soggettività sociale capace di prendere parola e di progettazione [...]
Diamo spazio nel nostro blog all’intervento di Padre Alex Zanotelli fatto il 19 luglio durante la consegna alla Corte di Cassazione del milione e 400 mila firme raccolte e a una sua bell’intervista rilasciata qualche giorno dopo ad Antonella Loi.
Acqua pubblica, Padre Zanotelli: “Altro che morta, la cittadinanza attiva è viva e vegeta”
di Antonella Loi
“Qualcosa di notevolissimo, quello per l’acqua pubblica è il più gettonato tra i referendum della storia della Repubblica italiana”. E, dato ancora più rilevante, il milione e 400mila firme sono state ottenute “senza l’ombrello dei partiti politici: è la prima volta che succede”. Padre Alex Zanotelli, cuore pulsante della campagna referendaria “Acqua bene comune“, stenta a credere a quanto successo: un risultato del genere neanche nelle più rosee previsioni. “Eravamo senza soldi ci siamo autofinanziati e, cosa importante, i cittadini si sono mossi, hanno raccolto firme e questo è un segno davvero bello”. “Ma non sufficiente”, ci spiega padre Alex dalla sua canonica di Scampia, quartiere popolare di Napoli, dove l’abbiamo raggiunto. “Quella sembrava morta, la cittadinanza attiva invece – dice – è tutt’altro che morta”.
Non solo bisogno fisico dunque, ma anche voglia di partecipazione?
“Decisamente, tanta voglia di partecipare. La gioia di vedere gente che raccoglieva firme o che veniva per firmare, lunghe file, tutto inaspettato, è immensa. L’acqua è servita. Il bene comune più importante che abbiamo è servito a riunire le forze che ci sono alla base, la gente ha dimostrato di essere di nuovo viva. Ma questo è solo l’inizio: da qui bisogna ripartire”.
La parola ora passa alla Cassazione, la strada è ancora lunga.
“Adesso c’è il passaggio alla Corte di Cassazione. Bisogna capire quali saranno le domande e ricordiamo che la corte è generalmente abbastanza conservatrice, più pro liberalizzazione. Non sappiamo ancora se l’altro referendum sull’acqua, quello avanzato dall’Italia dei valori, riuscirà ad arrivare fino in fondo. Quindi bisogna aspettare e vedere che succede. Chiaramente così tante firme peseranno sul giudizio dei giudici. Una volta dichiarato ammissibile, bisognerà però portare alle urne 25 miloioni di persone, non è uno scherzo”.
Negli ultimi decenni la strada del referendum in Italia non è stata semplice.
“Esatto, vent’anni che non ne passa uno. Per questo bisogna impegnarsi molto, andare avanti, fare incontri, coinvolgere la gente, promuovendo questa grossa sfida. E’ una sfida epocale. Perché il referendum chiede una cosa quasi impossibile, nel senso che mai come oggi il mercato ha tradito e mai come oggi l’unica legge che il mercato accetta è la legge del profitto. Noi stiamo chiedendo di togliere l’acqua dal mercato e di togliere il profitto dall’acqua. E’ epocale in un momento di stravittoria del mercato”.
Una vittoria varrebbe una rivoluzione.
“Se arriviamo alla vittoria mettiamo in crisi tutto l’assetto politico italiano che non ha capito assolutamente nulla di quello che la gente vuole. Ecco la grande sfida per la politica di destra e sinistra. Da qui dobbiamo andare avanti, passo passo, a recuperare tutti i beni comuni che ci hanno espropriato. Questo impegno sull’acqua è essenzialmente un impegno per la democrazia”.
Un bell’articolo di Ugo Mattei pubblicato su “Il manifesto” del 18 luglio alla vigilia della consegna alla Corte di Cassazione del milione e 400 mila firme raccolte in questi 3 mesi. L’articolo è particolarmente interessante perchè prospetta con chiarezza quelli che sono i possibili e “probabili” passaggi istituzionali che ci attenderanno nei prossimi mesi.
grande successo della campagna raccolta firme che si conclude oggi con la consegna alla Corte di Cassazione di 1 milione di firme. Oggi a Roma grande festa dei comitati territoriali e delle associazioni che si sono spese in tutta Italia per la buona riuscita della campagna per l’acqua bene comune. [...]
Quasi centomila firme: è il risultato in Veneto della campagna per il referendum sull’acqua, promosso dal Forum acqua bene comune, che in Italia ha superato il milione di firme raccolte. Decine e decine di banchetti piantati nelle piazze e nei mercati, iniziative, dibattiti e proiezioni hanno punteggiato anche il Veneto, [...]
Ce l’abbiamo fatta!!!!
Anche l’ultimo scatolone di firme è partito verso Roma!!!
Sono quasi 25.000 le firme che in questi due mesi e mezzo siamo riusciti a raccogliere a Verona e Provincia per la campagna “L’Acqua non si vende” (il dato è ancora provvisorio perché domani partirà [...]