COMUNICATO STAMPA
Il Governo chiama e l’OCSE risponde. Ma il modello proposto non funziona
Apprendiamo che oggi l’OCSE si pronuncia auspicando la totale privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, insieme dalla creazione di un’Autorità di regolazione.
Il Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune non può non constatare come il Governo italiano chieda soccorso a organismi internazionali presunti neutri per essere sostenuto nelle proprie scelte, come è ben testimoniato dalla presenza del ministro Tremonti alla conferenza stampa di presentazione del rapporto OCSE.
Vogliamo solo ricordare all’OCSE e al ministro Tremonti che, laddove si è perseguito quel modello di privatizzazione e creata un’autorità regolatoria, le tariffe sono fortemente cresciute e gli investimenti ristagnano. In particolare, l’Inghilterra, nazione che più si è spinta su quella strada, registra il triste primato europeo della percentuale di famiglie colpite dalla “water poverty” (indicatore che misura la sostenibilità delle tariffe sul reddito familiare). Le famiglie inglesi che si trovano nella condizione di indigenza idrica si aggirano tra il 9% e il 15% del totale, coinvolgendo un numero di cittadini inglesi tra i 2 e 4 milioni.
Roma, 9 maggio 2011
Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune
IL RAPPORTO
Conti pubblici, i dubbi dell’Ocse sull’Italia
“Acqua ai privati, ma serve Authority forte”
L’Organizzazione per lo sviluppo economico: “I provvedimenti in atto potrebbero non bastare, probabile necessità misure aggiuntive”. E ipotizza un aumento della tassazione immobiliare. Poi la sollecitazione a privatizzare la rete idrica, ma con paletti pen precisi. Tremonti: “Esame superato”
ministro dell’Economia Giulio Tremonti
ROMA - Nel suo nuovo ‘Rapporto sull’Italia’, l’Organizzazione per lo sviluppo e la crescita economica non risparmia la richiesta di interventi, sull’economia e sulla finanza. Secondo l’Ocse, l’economia italiana “ha superato la profonda recessione provocata dalla crisi internazionale e sembra diretta verso una graduale ripresa”, che però il rapporto definisce “di forza incerta”. Secondo l’organizzazione sono quindi necessarie “riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita, pur mantenendo nel contempo un contesto di bilancio stabile e orientato al risanamento, come correttamente è stato fatto durante la crisi”. Anche le politiche strutturali “dovrebbero rimanere prioritarie nell’agenda del governo. La liberalizzazione avviata nei servizi dovrebbe essere completata ed estesa ad altri settori, quali i trasporti e i servizi locali”.
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