La Consulta dà ancora ragione ai cittadini: “I servizi pubblici non si possono privatizzare”

Finalmente una ottima buona notizia che da’ ancora ragione ai 27 milioni di italiani che poco più di un anno fa si son espressi chiaramente contro i tentativi di privatizzazione dei beni comuni operati da tutti i governi degli ultimi 15 anni!

La consulta ha ribadito che l’acqua e tutti i servizi pubblici locali non possono essere [...]

Acqua e beni comuni: campagna di obbedienza civile

Campagna di OBBEDIENZA CIVILE:

APPLICARE I REFERENDUM.

Martedì 6 Marzo 2012 alle ore 21.00

presso la Cooperativa “La Genovesa” di Verona

(Strada della Genovesa, 31/a – dietro al casello di Verona Sud )

incontro di tutto l’ex comitato referendario

      “2 Sì per l’acqua bene comune”

Il 12 [...]

Conosciamo il progetto salvadoregno “Acqua senza frontiere”

MARTEDI 15 NOVEMBRE ORE 20,45
presso Comunità La Genovesa – Verona

Il Comitato Acqua e Beni Comuni di Verona
in collaborazione con COSPE
incontra il progetto:

Acqua senza frontiere

Saperi locali per la gestione sociale dei bacini idrografici dell’alto Rio Lempa
nell’area transfrontaliera tra Honduras e El Salvador

sarà presente Carlos Cotto
Segretario dell’Associazione
REDES Fundación Salvadoreña para la Reconstrucción y el [...]

Il popolo dell’acqua torna in piazza: Roma 26/11/2011

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA
PER IL RISPETTO DELL’ESITO REFERENDARIO, PER UN’USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI
Roma, ore 14.00 – Piazza della Repubblica

 

Anche da Verona stiamo organizzando la trasferta:

Carissimi del popolo dell’acqua, il Comitato Acqua e Beni Comuni di Verona sta organizzando un pullman che ci porterà a [...]

Mercoledì 27 luglio riunione del Comitato Referendario Veronese “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”

Mercoledì 27 luglio alle ore 21.00 presso la Cooperativa “La Genovesa” sita in Strada della Genovesa 31/A a Verona (vicino al casello di VR Sud, vedi QUI per la mappa), si terrà una nuova riunione di tutto il Comitato Referendario Veronese “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”.

Il nuovo incontro ha lo scopo [...]

Tutti a Roma per la Manifestazione Nazionale del 26 marzo “VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!”

Sabato 26 marzo 2011 saremo a Roma per la manifestazione nazionale “VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE! – SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia”

La manifestazione nazionale sarà l’appuntamento in cui tutto il “popolo dell’acqua” (e non solo) lancerà la prossima campagna referendaria [...]

Tutti a Roma per la Manifestazione Nazionale del 26 marzo “VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!”

Sabato 26 marzo si terrà a Roma la manifestazione nazionale “VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE! – SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia.”

La manifestazione nazionale sarà l’appuntamento in cui tutto il “popolo dell’acqua” (e non solo) lancerà la campagna referendaria.

4 dicembre a Venezia: manifestazione regionale per l’acqua pubblica ed i beni comuni

Sabato 4 dicembre tutti a Venezia
per l’acqua, per i beni comuni, per la democrazia

Dopo la sorprendente campagna referendaria per l’acqua pubblica che ci ha visti raccogliere ben 1 milione e 400 mila firme in tutta Italia (125.000 quelle raccolte in Veneto e 26.500 quelle a Verona),  il popolo [...]

I cittadini di Villafranca chiedono di intervenire sul fiume Tione

Segnaliamo e applaudiamo alla recente iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Villafranca che in questi giorni hanno preso in mano carta e penna per scrivere una lettera indirizzata al Consiglio Comunale di Villafranca, alla Protezione Civile di Villafranca e alla direzione del Co.Na.Gro. di Verona per chiedere la manutenzione e la messa in [...]

Rodotà: riflessioni sui beni comuni

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Un bell’articolo di Stefano Rodotà sui beni comuni.

La Repubblica, 10 agosto 2010

Se il mondo perde il senso del bene comune

Stefano Rodotà

Pochi giorni fa l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che riconosce l’accesso all’acqua come diritto fondamentale di ogni persona. L’anno scorso il Parlamento europeo ha parlato di un diritto fondamentale di accesso ad Internet.
Apparentemente lontane, queste due importanti prese di posizione di grandi istituzioni internazionali si muovono sullo stesso terreno, quello dei beni comuni, attribuiscono il rango di diritti fondamentali all’accesso di tutti a beni essenziali per la sopravvivenza (l’acqua) e per garantire eguaglianza e libero sviluppo della personalità (la conoscenza).

Nell’ottobre del 1847, quattro mesi prima della pubblicazione del Manifesto dei comunisti, Alexis de Tocqueville gettava uno sguardo presago sul futuro, e scriveva: «Ben presto la lotta politica si svolgerà tra coloro che possiedono e coloro che non possiedono: il grande campo di battaglia sarà la proprietà». Quella lotta è continuata ininterrotta e il campo di battaglia, che per Tocqueville era sostanzialmente quello della proprietà terriera, si è progressivamente dilatato. Oggi sono appunto i beni comuni – dall’acqua all’aria, alla conoscenza, ai patrimoni culturali e ambientali – al centro di un conflitto davvero planetario, di cui ci parlano le cronache, confermandone la natura direttamente politica, e che non si lascia racchiudere nello schema tradizionale del rapporto tra proprietà pubblica e proprietà privata.

Tra India e Pakistan è in corso una guerra dell’acqua; in Italia la questione dell’acqua è divenuta ineludibile dopo che un milione e quattrocentomila persone hanno firmato la richiesta di un referendum; il parlamento islandese ha deciso che Internet debba essere il luogo di una libertà totale, uno sterminato spazio comune dove sia legittimo rendere pubblici anche documenti coperti dal segreto. Il tema dei beni comuni segna davvero il nostro tempo, e non può essere affrontato senza una riflessione culturale e politica.

Un misero esempio italiano di questi giorni ci mostra l’inadeguatezza degli schemi tradizionali e i rischi che si corrono. Da poco dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità, le Dolomiti sono oggetto di una mortificante contabilità, che sarebbe ridicola se dietro di essa non si scorgesse lo sciagurato “federalismo demaniale” che, trasferendo agli enti locali beni importantissimi, mette questi beni nella condizione di poter essere più agevolmente destinati a usi mercantili o privatizzati o comunque destinati “a far quadrare i conti”. E proprio questa eventualità mostra la debolezza dell’argomento, usato per l’acqua, secondo il quale basta che un bene rimanga in mano a un soggetto pubblico perché venga salvaguardato. Non è questione di etichette. È la natura del bene a dover essere presa in considerazione, la sua attitudine a soddisfare bisogni collettivi e a rendere possibile l’attuazione di diritti fondamentali.
I beni comuni sono “a titolarità diffusa”, appartengono a tutti e a nessuno, nel senso che tutti devono poter accedere ad essi e nessuno può vantare pretese esclusive. Devono essere amministrati muovendo dal principio di solidarietà.
Incorporano la dimensione del futuro, e quindi devono essere governati anche nell’interesse delle generazioni che verranno.
In questo senso sono davvero “patrimonio dell’umanità”.

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