Il consiglio dei ministri ha approvato l’articolo 15 del decreto legge “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi internazionali e comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”, che definitivamente consegna l’acqua alle imprese private. Dal 2012 non saranno più ammesse le società in house a totale capitale pubblico, ma solo quelle miste pubblico-private (i privati dovranno avere almeno il 40% della proprietà). Ora l’acqua è veramente una merce con la quale fare profitto, nessuno può farne a meno.
Abbiamo un po’ di tempo per convincere gli enti locali e i cittadini a battersi per il diritto all’acqua e per una sua gestione pubblica e partecipata.
Ecco il testo:
art. 15
(Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di
servizi pubblici locali di rilevanza economica)
1. All’articolo 23bis del decretolegge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
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