Si allarga il fronte dei Comuni veronesi a favore della moratoria e dell’acqua come servizio pubblico privo di rilevanza economica

Dopo il Comune di Verona anche i comuni di Castelnuovo del Garda e di San Zeno di Montagna hanno votato in queste ultime settimane delibere a favore dell’acqua pubblica e a sostegno dell’approvazione di un provvedimento di moratoria sulle scadenze previste dal “Decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito Territoriale.
E’ notizia che [...]

In Lombardia il futuro dell’acqua è in mano ai privati!! E in Veneto che accadrà??

Nonostante le diverse azioni di mobilitazioni messe in atto in questi ultimi mesi dai movimenti per l’acqua pubblica lombardi  insieme a moltissimi semplici cittadini, ai Sindaci e – per una volta – anche da tutte le forze di opposizione che siedono nel Consiglio Regionale, mercoledì 22 dicembre il Consiglio Regionale Lombardo ha approvato il Progetto di [...]

Il tempo dell’acqua sta per scadere! Chiediamo ai Parlamentari di approvare la Moratoria.

Il tempo dell’acqua sta per scadere!

Chiediamo ai Parlamentari di approvare la Moratoria

Il Forum dei Movimenti per l’acqua ha portato avanti negli ultimi due mesi una campagna per la moratoria sulle scadenze previste dal “Decreto Ronchi” e dal “Decreto Calderoli”, riguardanti rispettivamente i processi di privatizzazione del servizio [...]

Il Consiglio Comunale di Verona vota la moratoria

Nell’ambito della campagna “Moratoria subito!” il nostro comitato ha inviato nelle scorse settimane una nuova lettera/mail a tutti i Sindaci veronesi  chiedendo con urgenza che i Consigli Comunali approvino delibere/mozioni o ordini del giorno di sostegno ad un provvedimento di moratoria sulle scadenza previste dal “Decreto Ronchi” e sulla normativa di [...]

4 dicembre a Venezia: manifestazione regionale per l’acqua pubblica ed i beni comuni

Sabato 4 dicembre tutti a Venezia
per l’acqua, per i beni comuni, per la democrazia

Dopo la sorprendente campagna referendaria per l’acqua pubblica che ci ha visti raccogliere ben 1 milione e 400 mila firme in tutta Italia (125.000 quelle raccolte in Veneto e 26.500 quelle a Verona),  il popolo [...]

Acqua, da Verona oltre 26mila no alla privatizzazione

Pubblichiamo l’articolo uscito su “L’Arena” a seguito della conferenza stampa del Comitato Veronese Promotore del Referendum per l’Acqua Pubblica svoltasi giovedì 18 dicembre presso la sede di Legambiente Verona.

REFERENDUM. Promotori domani in piazza
Acqua, da Verona oltre 26mila no
alla privatizzazione
Riparte la campagna a difesa di un bene che è di tutti

Acqua bene pubblico: un milione [...]

La sete di profitto

Pubblichiamo l’intervista con Rosario Lembo, presidente del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua, uscita sul numero di settembre 2010 di Altreconomia.

LA SETE DI PROFITTO

di Luca Martinelli

Il successo della raccolta firme ha messo fretta ai fautori della privatizzazione dell’acqua. Il referendum potrebbe arrivare tardi, spiega Rosario Lembo

La campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua, che vede anche Ae tra i promotori, è stata un successo straordinario. In calce ad ognuno dei tre quesiti sono state raccolte 1.401.432 firme, ma l’appuntamento con l’urna -fissato con ogni probabilità nella tarda primavera del 2011- rischia di arrivare troppo tardi.
Per effetto del comma 8 lettera e dell’articolo 15 della legge “Ronchi” (la numero 166 del 2009), che disciplina il regime transitorio degli affidamenti non conformi alla via ordinaria, cioè non affidate in precedenza con gara pubblica o a società mista con selezione del privato tramite gara, “tutti gli affidamenti non conformi cessano alla data del 31 dicembre 2010”.
“In questa tipologia rientrano, nel nostro Paese, buona parte degli affidamenti a società miste pubblico-privato (in cui il partner non sempre è stato scelto tramite gara), ma anche la maggior parte dei 64 Ambiti territoriali ottimali (Ato) che formalmente hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a controllo pubblico (la cosiddetta gestione in house) -spiega Rosario Lembo, presidente del Comitato italiano per un contratto mondiale dell’acqua (www.contrattoacqua.it), tra i promotori del referendum e del Forum italiano dei movimenti per l’acqua-. Sono situazioni che caratterizzano la maggioranza degli Ambiti territoriali ottimali (Ato) della Lombardia, del Veneto e Friuli, della Campania e delle regioni insulari. Anche nel caso degli affidamenti in house, infatti, non tutti presentano infatti i requisiti formali richiesti dall’Unione europea”.
La gabola è nascosta nell’articolo 15 della legge Ronchi, proprio quello che il Comitato promotore (www.acquabenecomune.org) chiede di abrogare con il primo quesito referendario, perché impone una gara aperta a società di capitali per affidare il servizio idrico integrato.

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In Lombardia la gestione dell’acqua passa a Provincie e privati

La decisione da parte del Governo di abolire le Autorità d’ambito territoriali (ATO) attraverso l’articolo 1 della legge n° 42 approvata il 26 marzo scorso dal Parlamento Italiano, sta di fatto accelerando il processo di implementazione delle norme “privatizzatrici” previste nel Decreto Ronchi del novembre 2009. Ecco quello che si prospetta (salvo cambiamenti o ripensamenti), nelle prossime settimane nella Regione Lombardia.

Finanze – la Regione approverà in giunta prima dell’estate la nuova legge

Regione, svolta per l’acqua
«Gestione a Provincia e privati»

Il piano tariffario prevede un ritocco di due centesimi. Podestà: crollo entrate, a noi i ricavi del bollo auto

MILANO - Addio acqua del sindaco. Il decreto Ronchi sulla liberalizzazione dei servizi pubblici sta per entrare in Lombardia. Il servizio di erogazione dell’acqua finirà nelle mani di tante società miste, controllate al 60% dalle singole Province. Le restanti quote azionarie saranno però messe sul mercato attraverso gare pubbliche, con la possibilità, tutt’altro che remota, che anche i privati entrino nel business dell’acqua. La liberalizzazione è pronta. La Regione Lombardia approverà in giunta prima dell’estate la nuova legge che recepirà le direttive del decreto Ronchi. Materia complicata, quella della gestione e dell’erogazione dell’acqua dei rubinetti. Il quadro legislativo è complesso e in continua mutazione. C’è il decreto Ronchi, ma c’è anche la bocciatura arrivata dalla Corte costituzionale alla precedente legge regionale. Un vuoto normativo a cui il Pirellone porrà rimedio già nelle prossime settimane. Ieri l’assessore all’Ambiente Marcello Raimondi ha incontrato i presidenti delle province lombarde per concordare le linee-guida della prossima legge regionale.

Lo schema di partenza è confermato: ci sarà un soggetto gestore, la Provincia, che sostituirà gli Ato, le agenzie territoriali destinate a immediata scomparsa, e ci sarà poi un soggetto erogatore. La liberalizzazione imposta da Ronchi interverrà proprio qui: si creeranno, in pratica, tante società miste controllate dalle singole Province che dovranno però affidare, attraverso gara pubblica, la gestione del restante 40% del pacchetto azionario. L’opposizione di centrosinistra è scettica. «L’acqua – dice il capogruppo pd in provincia Matteo Mauri – è un bene raro e da preservare. Oggi più che mai deve diventare un diritto universale da garantire a ciascun individuo e in quanto tale non deve essere soggetto alle dinamiche di mercato e il suo servizio non deve essere determinato esclusivamente dall’incontro di domanda e offerta. Vigileremo e faremo la nostra parte fino in fondo per impedire che si privatizzi una risorsa così preziosa».

Anche in Comune ieri s’è parlato di acqua e dei suoi costi. Dopo l’aumento di sei centesimi al metro cubo (da 0,54 a 0,60) decisa settimana scorsa, il piano tariffario prevede un ulteriore ritocco di due centesimi per l’anno prossimo. «Ma nel 2027 – hanno assicurato l’assessore al Bilancio Giacomo Beretta e il rappresentante dell’Ato – l’acqua milanese costerà soltanto 0,72 centesimi». Soddisfatto il verde Enrico Fedrighini: «Il piano di investimenti sulla rete idrica pubblica milanese presentato in Commissione rappresenta una risposta credibile alle spinte legislative della Regione verso la privatizzazione del settore». Dall’acqua alle auto. Ieri i presidenti della Province lombarde si sono incontrati a Palazzo Isimbardi per parlare (anche) degli effetti della manovra di Tremonti. Al governo chiedono per il futuro fonti d’entrata certe e stabili. La riscossione del bollo auto, per esempio, da sfilare alle Regioni e da affidare alle Province. «Il bollo auto – ha spiegato il presidente milanese Guido Podestà – ci consentirebbe di modulare i nostri interventi su un gettito costante».

Andrea Senesi
27 luglio 2010


Acqua, Formigoni non aspetta Ronchi

di Roberto Farneti

«Formigoni è uno dei precursori più determinati del ddl Ronchi», spiega a Liberazione Emilio Molinari, uno dei volti più noti del forum dei movimenti per l’acqua, all’annuncio che l’erogazione  dell’acqua lombarda finirà entro l’estate nelle mani di società miste, controllate al 60% dalle singole  province, soggetti gestori al posto degli Ato. Trovandosi all’opposizione il pd si concede due minuti  di scetticismo sulla repentina attuazione del ddl Ronchi: «Vigileremo e faremo la nostra parte».
Peccato che il Pd lombardo, in mano a Penati, non abbia spiccato per entusiasmo nella primavera referendaria.

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La legge dell’acqua

Un bell’articolo di Ugo Mattei pubblicato su  “Il manifesto” del 18 luglio alla vigilia della consegna alla Corte di Cassazione del milione e 400 mila firme raccolte in questi 3 mesi. L’articolo è  particolarmente interessante perchè prospetta con chiarezza quelli che sono i possibili e “probabili” passaggi istituzionali che ci attenderanno nei prossimi mesi.

La [...]

Gli oppositori al referendum sull’acqua si organizzano

La forte mobilitazione a favore dell’acqua pubblica che la campagna referendaria “L’Acqua non si vende” (più di 1 milione le firme raccolte)  ha saputo costruire in questi ultimi 2 mesi sta creando sempre più forti opposizioni nel nostro paese. E’ di questi giorni la nascita del sito www.acqualiberatutti.it punto di riferimento informatico del comitato  [...]