“Fiumi battete le mani” di Alex Zanotelli

All’indomani della sentenza della Corte Costituzionale che ha reso ammissibili 2 dei 3 quesiti referendari sull’acqua, Padre Alex Zanotelli è tornato a farsi sentire con questa bella lettera/appello rivolta a tutti noi.
In calce alla stessa trovate anche un’altra sua lettera scritta in questi giorni dal Forum Sociale Mondiale di Dakar  (SENEGAL – 6/11 febbraio 2011).

Fiumi battete le mani

di Alex Zanotelli

Sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua. Dopo anni di impegno, un sussulto di gioia e di grazie al Signore che riesce ancora a operare meraviglie ,e un grazie allo straordinario “popolo dell’acqua” che ci ha regalato in due mesi un milione e mezzo di firme. La Corte ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua. Che la Corte Costituzionale (piuttosto conservatrice) abbia accolto queste due istanze sull’acqua in contrasto con i dogmi del sistema neo-liberista, è un piccolo miracolo. E questo grazie agli straordinari costituzionalisti che le hanno formulate e difese, da Rodotà a Ferrara, da Mattei a Lucarelli senza dimenticare Luciani.Ma la grande vincitrice è la cittadinanza attiva di questo paese che diventa il nuovo soggetto politico con cui anche i partiti dovranno fare i conti. “ I cittadini si sono appropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni -hanno commentato A. Lucarelli e U. Mattei- sui beni di loro appartenenza, su quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali. Si è dato così significato e dignità all’art.1 della Costituzione Italiana , ovvero al principio che assegna al popolo la sovranità in una stagione di tragedia della democrazia rappresentativa.”

Tutto questo apre a una nuova stagione di democrazia: il cammino per riappropriarci dei beni comuni che ci sono stati sottratti. E questo l’abbiamo ottenuto senza finanziamenti (ognuno ha dato quello che ha potuto), senza i partiti presenti in Parlamento e senza l’appoggio dei grandi media. Questo rende ancora più straordinaria questa vittoria, la prima nel suo genere nell’Unione Europea. Dobbiamo ora lavorare sodo per informare, sensibilizzare, per convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare(questo è il quorum necessario per la validità del referendum).Sarà una campagna referendaria molto dura perché abbiamo davanti un Sistema economico-finanziario che non può perdere l’oggetto del desiderio del XXI secolo: l’oro blu che è già scarso e andrà sempre più scarseggiando per il surriscaldamento del Pianeta.

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Si allarga il fronte dei Comuni veronesi a favore della moratoria e dell’acqua come servizio pubblico privo di rilevanza economica

Dopo il Comune di Verona anche i comuni di Castelnuovo del Garda e di San Zeno di Montagna hanno votato in queste ultime settimane delibere a favore dell’acqua pubblica e a sostegno dell’approvazione di un provvedimento di moratoria sulle scadenze previste dal “Decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito Territoriale.
E’ notizia che [...]

AATO salvate dal milleproroghe

Il 31 dicembre 2010 le aato  (autorità d’ambito territoriale ottimale) avrebbero dovuto essere soppresse, lasciando alle regioni la facoltà di sostituirle con un diverso soggetto. Prima del decreto milleproroghe, approvato dal Governo il 22 dicembre, solo la Regione Lombardia ha redatto un provvedimento (accelerando la privatizzazione del servizio). Il pericolo di un “caos normativo” ha [...]

Tutti a Venezia!

Tutte le foto e i video [...]

Verona: presidio in Bra a difesa dell’acqua pubblica

Un grazie a tutto il comitato ed ai gruppi e associazioni che hanno partecipato al presidio in piazza Bra dalla nostra Arena! Sulla pagina Facebook del Comitato Acqua Bene Comune di Verona altre foto del presidio.

Francesco Avesani spiega il perchè della nostra presenza in piazza e lancia l’appello per la partecipazione alla manifestazione nazionale a [...]

La sete di profitto

Pubblichiamo l’intervista con Rosario Lembo, presidente del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua, uscita sul numero di settembre 2010 di Altreconomia.

LA SETE DI PROFITTO

di Luca Martinelli

Il successo della raccolta firme ha messo fretta ai fautori della privatizzazione dell’acqua. Il referendum potrebbe arrivare tardi, spiega Rosario Lembo

La campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua, che vede anche Ae tra i promotori, è stata un successo straordinario. In calce ad ognuno dei tre quesiti sono state raccolte 1.401.432 firme, ma l’appuntamento con l’urna -fissato con ogni probabilità nella tarda primavera del 2011- rischia di arrivare troppo tardi.
Per effetto del comma 8 lettera e dell’articolo 15 della legge “Ronchi” (la numero 166 del 2009), che disciplina il regime transitorio degli affidamenti non conformi alla via ordinaria, cioè non affidate in precedenza con gara pubblica o a società mista con selezione del privato tramite gara, “tutti gli affidamenti non conformi cessano alla data del 31 dicembre 2010”.
“In questa tipologia rientrano, nel nostro Paese, buona parte degli affidamenti a società miste pubblico-privato (in cui il partner non sempre è stato scelto tramite gara), ma anche la maggior parte dei 64 Ambiti territoriali ottimali (Ato) che formalmente hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a controllo pubblico (la cosiddetta gestione in house) -spiega Rosario Lembo, presidente del Comitato italiano per un contratto mondiale dell’acqua (www.contrattoacqua.it), tra i promotori del referendum e del Forum italiano dei movimenti per l’acqua-. Sono situazioni che caratterizzano la maggioranza degli Ambiti territoriali ottimali (Ato) della Lombardia, del Veneto e Friuli, della Campania e delle regioni insulari. Anche nel caso degli affidamenti in house, infatti, non tutti presentano infatti i requisiti formali richiesti dall’Unione europea”.
La gabola è nascosta nell’articolo 15 della legge Ronchi, proprio quello che il Comitato promotore (www.acquabenecomune.org) chiede di abrogare con il primo quesito referendario, perché impone una gara aperta a società di capitali per affidare il servizio idrico integrato.

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Servizi sui TG veronesi e stampa locale della conferenza stampa

Alla conferenza stampa di stamattina erano presenti tutte le principali emittenti televisive e radiofoniche veronesi, oltre a giornalisti de L’Arena e del TG RAI Regione Veneto.

La cartella stampa consegnata, gli interventi di Luca Cecchi, Cristiano Bordin, Gloria Adami e Carlo Reggiani hanno permesso ai giornalisti presenti di costruire [...]

fuori l’acqua dal mercato

Leggiamo con piacere questo comunicato dal sito di banca etica:

Il comitato Etico di Banca Etica propone una moratoria sui titoli di aziende che operano nei servizi idrici

In seguito alla legge che ha aperto anche in Italia il mercato dei servizi idrici alle società private e dell’ampio dibattito che essa ha innescato nella società civile [...]