“La proposta di Sezano”

Diamo voce nel nostro “blog” alla “Proposta di Sezano”, iniziativa di cittadini italiani appartenenti a diverse religioni e tradizioni morali, nata nell’ambito dei corsi organizzati dalla Facoltà dell’Acqua dell’ Università del Bene Comune e dall’Associazione Monastero del Bene Comune presso l’antico Monastero di Sezano sulle colline di Verona.

La proposta vuole rappresentare un appello alla comunità internazionale, che si riunirà dal 7 all’8 dicembre 2009 a Copenaghen in occasione della quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, affinché l’acqua venga inserita nell’agenda dei negoziati. E’ quanto mai urgente infatti, secondo i promotori, che l’acqua sia oggetto oggi di un nuovo Patto Mondiale tra le varie nazioni capace,  attraverso strumenti quali un “Protocollo Mondiale sull’Acqua”  e una “United Nations Water Authority”,  di essere un’efficare strumento  di azione e cooperazione tra i popoli per affermare che l’acqua è un bene comune patrimonio dell’umanità intera e di tutte le specie viventi e per costruire una società più giusta fondata sull’amore, la convivialità, la fraternità e la pace.

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Se bastassero i soldi…

E’ di oggi la notizia che il G8 e i paesi africani sono arrivati ad un accordo per incrementare l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari di base:
“in un contesto di partnership con i paesi africani, e sotto la guida dell’Unione africana tramite il Consiglio dei ministri africani per l’Acqua (AMCOW), il G8 ha promesso che darà nuovo impulso a impegni, precedentemente già presi, riguardanti lo sviluppo prioritario di progetti e infrastrutture legati all’acqua e all’implementazione dei piani idrici e sanitari nazionali” (leggi l’articolo). Perché non si parla del processo di mercificazione che l’acqua sta subendo, perché non si parla dello strapotere delle multinazionali in questo campo? E l’Italia, paese ospitante, non si ricorda dell’articolo 23bis, quello che porterà alla definitiva privatizzazione del servizio idrico? E’ l’ennesimo inganno: un po’ di soldi non servono a nulla. Serve un’autorità mondiale che si occupi dell’acqua, che vigili affinché venga garantita a tutte le comunità e a tutte le persone sulla terra, attraverso un governo pubblico che si preoccupi di tutelare una delle risorse indispensabile alla vita, non solo dell’uomo, ma di tutte gli esseri viventi.
A questo proposito si è svolta a Bruxelles, in Febbraio, una conferenza internazionale dal titolo “Fare pace con l’acqua”, che ha proposto un protocollo mondiale da sottoscrivere, che parte dal diritto e non dal bisogno. Tutta un’altra cosa.

Qui sotto il testo, per chi volesse approfondire:

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