Come credo molti di voi già sanno nella prossima primavera (salvo elezioni anticipate) il popolo italiano sarà chiamato a votare sull’acqua.
La decisione della Corte Costituzionale di rendere ammissibili due dei tre quesiti promossi dal Comitato [...]
Diamo spazio nel nostro blog all’intervento di Padre Alex Zanotelli fatto il 19 luglio durante la consegna alla Corte di Cassazione del milione e 400 mila firme raccolte e a una sua bell’intervista rilasciata qualche giorno dopo ad Antonella Loi.
Acqua pubblica, Padre Zanotelli: “Altro che morta, la cittadinanza attiva è viva e vegeta”
di Antonella Loi
“Qualcosa di notevolissimo, quello per l’acqua pubblica è il più gettonato tra i referendum della storia della Repubblica italiana”. E, dato ancora più rilevante, il milione e 400mila firme sono state ottenute “senza l’ombrello dei partiti politici: è la prima volta che succede”. Padre Alex Zanotelli, cuore pulsante della campagna referendaria “Acqua bene comune“, stenta a credere a quanto successo: un risultato del genere neanche nelle più rosee previsioni. “Eravamo senza soldi ci siamo autofinanziati e, cosa importante, i cittadini si sono mossi, hanno raccolto firme e questo è un segno davvero bello”. “Ma non sufficiente”, ci spiega padre Alex dalla sua canonica di Scampia, quartiere popolare di Napoli, dove l’abbiamo raggiunto. “Quella sembrava morta, la cittadinanza attiva invece – dice – è tutt’altro che morta”.
Non solo bisogno fisico dunque, ma anche voglia di partecipazione?
“Decisamente, tanta voglia di partecipare. La gioia di vedere gente che raccoglieva firme o che veniva per firmare, lunghe file, tutto inaspettato, è immensa. L’acqua è servita. Il bene comune più importante che abbiamo è servito a riunire le forze che ci sono alla base, la gente ha dimostrato di essere di nuovo viva. Ma questo è solo l’inizio: da qui bisogna ripartire”.
La parola ora passa alla Cassazione, la strada è ancora lunga.
“Adesso c’è il passaggio alla Corte di Cassazione. Bisogna capire quali saranno le domande e ricordiamo che la corte è generalmente abbastanza conservatrice, più pro liberalizzazione. Non sappiamo ancora se l’altro referendum sull’acqua, quello avanzato dall’Italia dei valori, riuscirà ad arrivare fino in fondo. Quindi bisogna aspettare e vedere che succede. Chiaramente così tante firme peseranno sul giudizio dei giudici. Una volta dichiarato ammissibile, bisognerà però portare alle urne 25 miloioni di persone, non è uno scherzo”.
Negli ultimi decenni la strada del referendum in Italia non è stata semplice.
“Esatto, vent’anni che non ne passa uno. Per questo bisogna impegnarsi molto, andare avanti, fare incontri, coinvolgere la gente, promuovendo questa grossa sfida. E’ una sfida epocale. Perché il referendum chiede una cosa quasi impossibile, nel senso che mai come oggi il mercato ha tradito e mai come oggi l’unica legge che il mercato accetta è la legge del profitto. Noi stiamo chiedendo di togliere l’acqua dal mercato e di togliere il profitto dall’acqua. E’ epocale in un momento di stravittoria del mercato”.
Una vittoria varrebbe una rivoluzione.
“Se arriviamo alla vittoria mettiamo in crisi tutto l’assetto politico italiano che non ha capito assolutamente nulla di quello che la gente vuole. Ecco la grande sfida per la politica di destra e sinistra. Da qui dobbiamo andare avanti, passo passo, a recuperare tutti i beni comuni che ci hanno espropriato. Questo impegno sull’acqua è essenzialmente un impegno per la democrazia”.
Anche i cittadini veronesi hanno dimostrato di essere favorevoli alla gestione collettiva del servizio idrico e contrari all’ingresso di imprese private nel controllo del bene comune acqua.
Il Comitato Acqua Bene Comune dal 24 aprile ha iniziato a Verona la raccolta delle adesioni firme per indire il referendum contro la privatizzazione della gestione [...]
Ci stanno rubando l’acqua!
Fermiamo i ladri d’acqua!
Il fine settimana scorso ci aveva pensato l’acqua piovana a fermarli, adesso è l’ora dell’acqua bene comune!
Sabato 26 Giugno affiancheremo ai consueti tavoli di raccolta firme per il referendum per l’acqua pubblica in via Cappello (dalle 16 in poi) una simpatica ed originale installazione: ad una serie di sagome a [...]
Ci stanno rubando l’acqua!
Fermiamo i ladri d’acqua!
Vesti anche tu i panni del SuperAcqua per un giorno!
Sabato 19 Giugno affiancheremo ai consueti tavoli di raccolta firme per il referendum per l’acqua pubblica in Piazza Erbe (dalle 16.00 in poi) una simpatica ed originale installazione: ad una serie di sagome a misura d’uomo che [...]
Continua in modo straordinario la raccolta firme a Verona e nella nostra Provincia!!
Dall’inizio della campagna sono più 10.000 le firme raccolte!!
E’ da un mese che la campagna referendaria è iniziata ma l’entusiasmo e la voglia di scendere in piazza tra la gente con i nostri tavoli non accenna a [...]
A seguito della conferenza Stampa di giovedi mattina organizzata dal Comitato Promotore Veronese del Referendum per l’Acqua Pubblica il quotidiano locale “L’Arena” torna a parlare di acqua. Ecco l’articolo uscito oggi venerdì 7 maggio.
AMBIENTE. Successo anche a Verona dell’iniziativa nazionale. Obiettivo da centrare: 10mila adesioni entro luglio
«L’acqua resti risorsa di tutti»
Raccolto un fiume di firme
Lorenza Costantino
Già tremila cittadini hanno sottoscritto l’appello per il referendum sostenuto in città da una quarantina di gruppi.
Se l’obiettivo verrà raggiunto i cittadini saranno chiamati alle urne l’anno prossimo
Venerdì 07 Maggio 2010
CRONACA
Sono già tremila i veronesi che, nel giro di due weekend, hanno firmato per chiedere un referendum nazionale contro la privatizzazione del servizio idrico. Una partenza in quarta: sintomo del timore dei cittadini per il rischio che un bene vitale come l’acqua possa essere trasformato definitivamente in una merce. Ma nonostante lo sprint iniziale, non si perde di vista l’obiettivo delle 10 mila sottoscrizioni entro luglio.
Questo infatti è il contributo che il Comitato veronese pro-referendum, nato da Acqua Bene Comune, vuole dare alla campagna promossa a livello nazionale dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, grazie a cui in due settimane sono già state raccolte 250 mila firme: la metà di quelle necessarie per convalidare la richiesta del referendum (500 mila) e un terzo di quelle che il Forum vorrebbe raccogliere (750 mila), così da contare su un margine di sicurezza.
Ieri mattina, alla Cisl, l’iniziativa è stata presentata dai portavoce del Comitato Francesco Avesani, Gloria Adami e Silvia Caucchioli. A fare da «padrone» di casa, Massimo Castellani, segretario provinciale del sindacato. I rappresentanti sono andati a fondo della questione legislativa, presentando i tre quesiti referendari per cui, se l’obiettivo sarà raggiunto, i cittadini saranno chiamati alle urne nella primavera dell’anno prossimo. Si chiede l’abrogazione di tre norme: l’articolo 23 bis della legge 133/2008, che obbliga gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) a passare in gestione a società miste con capitale privato al 40 % entro dicembre 2011; l’articolo 150 del decreto legislativo 152/2006, per cui l’affidamento del servizio idrico può avvenire solo tramite gara, aprendo la gestione anche a società private; l’articolo 154 dello stesso decreto, comma 1, che consente al gestore di aumentare la tariffa fino al 7 %, senza vincoli sulla qualità del servizio.
RACCOLTE MOLTISSIME FIRME SABATO E DOMENICA, IN SETTIMANA I BANCHETTI AI MERCATI
In provincia quasi 400 firme raccolte, code ai banchetti di cittadini di tutte le età e convinzioni politiche, convinti e informati sui 3 referendum per difendere l’acqua pubblica promossi dal forum dei movimenti. Vigasio, Alpo, Villafranca e Nogara hanno risposto bene. Anche in città molte [...]